Spiritualità

Il nascondimento dei mistici. La vita segreta di Teresa Palminota

In un mondo sempre più lacerato dall’odio e dalla violenza, il mistico, ossia colui che ha un rapporto particolare ed intenso, assolutizzante con Dio, è un segno. Riprendiamo il nostro viaggio nei meandri di quelle esistenze, spesso nascoste al mondo, ma caratterizzate da una straordinaria intensità interiore, spirituale: quelle dei santi, dei mistici. Una figura di mistica poco conosciuta è quella di Teresa Palminota, una donna pugliese che, per tre anni, si è cibata solo di eucarestia. Ancora una volta, ci troviamo di fronte al mistero che è quello di un pane o di un’ostia che non è meramente pane, non è semplicemente ostia, il mistero di un Dio nascosto in un pezzetto di pane, non può che avvincere e commuovere anche i più riluttanti a credere. In alcuni mistici, questo aspetto della fede diventa esso stesso una via, perché apre ad altri significati e ad altre speranze. Gesù stesso ha detto: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» , questa promessa che vediamo riverberata nell’eucarestia, è promessa di vicinanza e di amore, non solo spirituale, ma anche fisico. Mi viene in mente quel film toccante e bellissimo che è “Marcellino pane e vino”, in cui il piccolo protagonista offre pane e vino al Gesù crocifisso, nascosto nella soffitta. Nel mistero dell’eucarestia, anche Dio si nasconde, Dio stesso diventa cibo, carne, e disseta ed allieta il cuore dell’uomo, con quel vino che non è solo sangue ma che, al pari del pane, è simbolo di fraternità conviviale, di vita spesa giorno per giorno, istante per istante. Un’altra santa, Teresa di Lisieux, parlerà di questo rapporto unico ed inscindibile tra la creatura e il suo Dio, nascosto nel cibo eucaristico, in una sua intesa poesia “L’abbandono dell’Amore”: «Mio dolce Sole di vita/ mio Amabile Re,/ la tua Ostia divina/ è piccola come me…Il raggio luminoso/ della sua Celeste Fiamma/ fa nascere nella mia anima/ il perfetto Abbandono […] Attendo in pace la gloria/ del soggiorno Celeste,/ perché trovo nel Ciborio/ il dolce frutto dell’Amore». Dunque, tutto è celato in questo mistero, supremo mistero di un Dio Amore che si fa uomo, ma che poi, in un gioco d’amore tenerissimo con la sua creatura, si nasconde in un umile pezzettino di pane. Altro annientamento di Gesù che, dopo essere divenuto uomo, diventa anche pane, si nasconde nella specie del cibo eucaristico.  Ma riprendiamo il filo della vita della mistica pugliese: «La vita di Teresa Palminota è durata trentotto anni e si è conclusa a Roma nel 1934. La sua esistenza è stata segnata da varie esperienze e da episodi gentili come quello, per esempio, che vedeva Teresa, quando usciva, accompagnata passo passo, da una farfalla bianca, che si fermava a giocare con lei quando si sedeva per riposare. Era convinta, e lo disse al suo direttore spirituale, che quella farfalla fosse il suo angelo, e aggiunge di aver notato come la farfalla si trasformasse a volte in un angioletto.