'A Quaraesima di Licusati: Il Filo della Tradizione nel Cuore Silvo-Pastorale del Cilento
di Gerardo Chirichiello
Mercoledì delle Ceneri 2026. Il silenzio è tornato a stendersi sulle pietre e lungo i vicoli di Licusati. Mentre le ceneri di Zu Ciccu, consumato dal fuoco rituale a mezzanotte, si fondono con la terra, una figura austera e antica ha preso possesso dei nostri balconi e delle facciate delle nostre case: 'A Quaraesima.
Guardare questi fantocci pendere davanti alle abitazioni, con le loro vesti nere e gli strumenti del lavoro domestico tra le mani, non è per me solo un esercizio di memoria, ma un atto di resistenza culturale. Il mio amore per queste tradizioni non è nato per caso, ma si è nutrito e rafforzato attraverso le pagine e il pensiero di Ernesto de Martino. L'illustre antropologo ci ha insegnato che i riti non sono "vecchie superstizioni", ma strumenti necessari per dare senso all'esistenza e per superare la "crisi della presenza" di fronte ai passaggi cruciali della vita e dell'anno.
Il Rito e la Crisi della Presenza
De Martino spiegava come il mondo popolare avesse bisogno di orizzonti rituali protettivi per governare i momenti di transizione. La Quaresima, con il suo rigore, rappresentava il passaggio necessario dal caos della festa e degli eccessi carnevaleschi all'ordine e alla stasi necessari per il rinnovamento della comunità e del cosmo. La nostra "vecchia nira" non è un semplice pupazzo di stoffa: è un vero e proprio calendario antropologico che misura il tempo dell'attesa e della purificazione.
Licusati e i Simboli di un Mondo Silvo-Pastorale
Licusati, paese con una profonda vocazione silvo-pastorale, riflette questo legame viscerale con la terra e i suoi cicli anche nella Quaraesima. I suoi simboli sono gli strumenti e i prodotti di una vita scandita dal lavoro nei campi e con il bestiame:
La Conocchia e il Fuso: Stringe tra le mani gli strumenti per filare la lana. Non è un caso: la lana è uno dei frutti del lavoro pastorale. Questi oggetti indicano che il tempo della penitenza deve essere laborioso e produttivo, come la vita di chi vive del lavoro della terra e con gli animali.
L'Arancia e le Piume: Il cuore del rituale è il dispositivo a pendolo sotto la sua gonna: un'arancia o una patata (entrambi legati alla terra) trafitta da sette penne di gallina. Questo "pennaturo" è un orologio naturale: ogni penna rappresenta una settimana che ci separa dalla Risurrezione. Strappare una penna ogni domenica è un atto che segna l'avvicinamento al nuovo inizio, proprio come l'attesa del pastore per la fine dell'inverno e l'inizio della nuova stagione.
Un Appello per il Futuro della Nostra Identità
È proprio seguendo l'eredità di de Martino, che ci invita a non guardare alle tradizioni come a sopravvivenze fossili, ma come a parti vive e vibranti di una cultura, che sento il dovere di fare un appello. Queste figure, così cariche di simbolismo e bellezza rurale, rischiano di sparire, di diventare semplici curiosità per sguardi superficiali.
Per questo, è fondamentale valorizzare questa singolare tradizione attraverso iniziative concrete, come dei laboratori, magari nelle scuole di Licusati e del comprensorio. Insegnare ai ragazzi a costruire la loro Quaraesima non significa solo "fare una bambola di pezza", ma educarli a leggere la propria storia, a toccare con mano le radici profonde che ci legano alla nostra terra silvo-pastorale e a capire che il tempo della comunità è un bene prezioso e fragile da proteggere con cura.




