A Roccamandolfi il Festival del racconto si fa spettacolo

11.08.2022

Miti, leggende, artisti, uno scenario unico, tanta gente e i racconti di Pierluigi Giorgio hanno reso la quarta tappa di "Una terra chiamata Molise" decisamente indimenticabile

di Paolo Scarabeo

Che giornata quella di ieri a Roccamandolfi, dove si è celebrata la quarta tappa del Festival itinerante del racconto. Abbiamo camminato per ore accanto ad artisti seguendo la stella luminosa della storia di un popolo... là, nella terra che fu un tempo dei briganti. Il Festival itinerante del racconto ha toccato ieri tra le montagne e l'abitato di un paesino straordinario, curato e pulito... punte di altissimo spettacolo. Una organizzazione perfetta, quella dell'Associazione "Il Villaggio della cultura", e una regia impeccabile, quella di Pierluigi Giorgio con Marìca e Silvio, hanno saputo coinvolgere artisti, pastori, "briganti" e gente del popolo nella rievocazione di un passato che si tinge di mito e di leggenda.

Si è iniziato dalla mattina con la visita al sempre affascinante ponte tibetano sospeso sul profondo canyon scavato dal torrente Callora e poi al Castello Maginulfo, che narra dall'alto dei suoi mille metri, con le sue rovine, storie e leggende d'altri tempi. Assai suggestivo l'incontro con il pastore Daniele Berlingieri, che ha trascinato i presenti, con il suo racconto, nel fantastico mondo della pastorizia e della transumanza.

Che impatto straordinario la visita al Museo del Brigante, accompagnati dalla competenza e dell'eleganza della guida Jennifer Lombardi! E' stato come rivivere storie incredibili di uomini che l'hanno segnata con le loro gesta, non sempre orientati al bene ma comunque sempre capaci di affascinare, di dare un colore e un calore alla loro protesta, alla loro rabbia, anche talvolta alle loro nefandezze: 

"A Roccamandolfi - si legge su una riproduzione nel Museo - (...) si nasce briganti come altrove si nasce musicista: sarà questione di ambiente, di legge di atavismo (...) Il roccolano è d'indole indipendente, ha in sé qualche cosa dell'anarchico, non tollera soprusi, non soffre padronanza, rispetta e teme poco le leggi (...)"

Nella sala allestita proprio dall'Associazione "Il Villaggio della cultura", all'interno del museo, ha avuto vita la proiezione in TreD di una ricostruzione molto suggestiva delle vicende di Briganti che hanno lasciato, per sempre, il loro nome scolpito sulla roccia di Roccamandolfi... una visita che ha poi dato il via alla seconda parte del programma, quella che ha portato i partecipanti nei vicoli del centro storico accompagnati dalla impeccabile guida di Ivan Di Marco, Presidente della locale Pro Loco e ancora dai racconti di Pierluigi Giorgio

Un viaggio che è iniziato con una "Statio" alla croce stazionaria. Un esemplare meraviglioso, ben conservato e visibile nei suoi dettagli. E' stato come rivivere la storia di quel paese... camminare nei suoi vicoli, ascoltarne la descrizione, e poi far rivivere luoghi e personaggi con le loro credenze, le loro usanze e ravvivarne le tradizioni nel racconto vibrante che ne ha fatto Pierluigi Giorgio... che non poteva che iniziare da loro... dai Briganti... da "Maligno" e da coloro che hanno legato per sempre il loro nome al loro paese e quello del loro paese al loro:

... ma non solo briganti... anche un amore cantato dal poeta ha fatto rivivere tradizioni che cambiano forma ma senza conoscere tramonto... come quelle di una serenata, di un innamorato che si improvvisa cantore e di una fanciulla che gli apre le porte della sua casa e dei suo cuore...

E' stato incontro di artisti e di pastori quello di Roccamandolfi... come non raccontare poi la forza evocativa dei versi cantati da Camillo Faraone al sopraggiunger dei briganti sulla piazza del paese... 

Una tappa davvero avvincente quella vissuta ieri a Roccamandolfi, nel cuore di quella Terra chiamata Molise che canta le sue storie, racconta le sue tradizioni, riporta sulla scena eroi e briganti di un tempo che fu... e che si è conclusa davanti alla culla nuda e povera di un Bambino che in silenzio ha saputo dare senso e redenzione alla storia... ad ogni storia... di ogni uomo... alla storia dei pastori... degli artisti e...dei briganti... 

E se un accento possiamo porre a chiusa di questo nostro intervento, beh... questo certamente è posto sulla squisita ospitalità di cui Roccamandolfi ha saputo dare prova in tutte le sue componenti... dagli Amministratori, alle Associazioni, prima fra tutte la Pro Loco, ai volontari... tutti orgogliosamente coinvolti nel racconto di una storia che ad un certo punto si fonde nelle nebbie della leggenda... di Maligno... Vagabondo... e dei Briganti... Andate a trovarli!

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