Abuso digitale sui minori: l’allarme del Report Meter 2025

24.02.2026

Presentato il Report annuale dell'Associazione Meter di don Di Noto, drammatico il quadro

L'abuso sui minori corre sempre più veloce sul filo invisibile della rete. È un quadro drammatico quello delineato dal Report 2025 dell'Associazione Meter, che denuncia una trasformazione profonda della pedofilia e della pedopornografia online, oggi alimentate da tecnologie avanzate e dall'uso dell'intelligenza artificiale. Secondo il rapporto, nel corso del 2025 sono stati identificati 8.213 minori vittime di deepnude, immagini manipolate digitalmente che denudano artificialmente bambini e adolescenti partendo da fotografie reali. A questi si aggiungono oltre 2,5 milioni di contenuti reali di abuso, tra immagini e video, segnalati nello stesso periodo. 

L'uso dell'IA generativa rappresenta uno degli aspetti più inquietanti del fenomeno. Le tecnologie digitali consentono oggi di trasformare immagini innocue in contenuti sessuali, violando profondamente identità, dignità e sicurezza dei minori coinvolti. Le immagini deepnude, infatti, pur essendo artificiali, colpiscono sempre una vittima reale: il bambino o la bambina la cui immagine viene manipolata senza consenso. Questo tipo di abuso alimenta il mercato pedopornografico e produce conseguenze psicologiche devastanti, tra cui ansia, isolamento, senso di colpa e ricatti. 

La diffusione di materiale illegale avviene soprattutto attraverso piattaforme di messaggistica e social network, ma anche nelle zone più oscure della rete. Tra i canali più utilizzati emergono Telegram, Signal, TikTok e aree del Dark Web difficili da monitorare. Sono stati individuati oltre cento gruppi e bot attivi per la diffusione di contenuti manipolati con IA, a dimostrazione di una rete organizzata e in continua evoluzione. 

Particolarmente allarmante è l'età delle vittime. Il materiale analizzato mostra una forte concentrazione nella fascia tra gli 8 e i 12 anni, seguita da quella tra i 3 e i 7 anni, evidenziando l'elevata esposizione dei bambini in età scolare primaria ai rischi digitali. Anche le piattaforme di gioco frequentate dai più giovani rappresentano un terreno vulnerabile: una ricerca su minori tra i 9 e gli 11 anni che utilizzano Roblox rivela che il 45% ha ricevuto tentativi di adescamento, mentre solo il 10% è pienamente consapevole del pericolo e molti hanno subito episodi di cyberbullismo. 

L'Associazione Meter invita istituzioni, media e cittadini a rompere il silenzio su un fenomeno che continua a crescere e a evolversi. Ogni numero rappresenta una vittima reale, un bambino o un adolescente che chiede protezione. Contrastare questi crimini richiede un impegno condiviso tra famiglie, scuola, informazione e autorità, per costruire una rete di tutela capace di difendere l'infanzia anche nel mondo digitale.

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