Al di là e oltre l'inizio dell'anno scolastico

13.09.2022

Lettera aperta a #iRagazzidelTrifoglio dell'Associazione Culturale "don Milani" e per essi ad ogni ragazzo e ragazza che non teme di alzare lo sguardo e guardare il sole...

Cari ragazzi, in questi ultimi giorni, leggendo e scrivendo di episodi di violenza che hanno riguardato vostri coetanei vi abbiamo pensato molto e mi rivolgo a voi con questa lettera, - anche a nome degli altri animatori, - in cui in­sieme al mio affetto incondizionato vi consegno le mie speranze e la gioia di voler condividere con voi un sogno, quello di rendere la mia e la vostra vita un'esperienza di autentica bellezza, convinto come sono ormai con sempre maggiore fermezza che, come scriveva il grande Dostoe­vskij, "la bellezza salverà il mondo".

Nella mia vita, grazie allo studio, alla meditazione, all'approfondimento ho ricevuto molto e sento nel cuore la necessità di dover dare qualcosa dell'immensa ricchezza che ho avuto in dono e voi, che siete stati sempre la mia prima e più grande preoccupazione, quelli che ho amato per primi e di più, siete i primi destinatari di questo dono.

Come scriveva Shakespeare, 

«Ho imparato che non posso esigere l'amore di nessuno. Posso solo dare loro buone ragioni per apprezzarmi e aspettare che la vita faccia il suo corso». 

Ed è quello che ho cercato di fare nelle tante occasioni condivise con voi in questa estate e che vorrei continuare ancora insieme a voi, in un cammino che ci veda andare insieme verso il nostro sogno: la felicità.

Vi ho guardato tanto in questi giorni, insieme agli animatori, vi ho trovati meravi­gliosamente cresciuti, ho visto evidenti alcune di quelle in­certezze proprie della vostra età, vi ho visti alle prese con qualche fragilità, figlia del contesto dei paesi in cui vivete e in cui per un po' ho avuto la gioia di vivere con voi. Ho cercato di consegnarvi parole di speranza, vi ho conse­gnato parole "altre" con l'intento di aiutarvi a gettare lo sguardo al di là dell'orizzonte, per scoprire che c'è un mondo meraviglioso che vi attende e che ha bisogno di voi.

Voglio dirvi innanzitutto di non avere paura!

Voglio dirvi di credere nella vita, in voi stessi.
Voglio dirvi: amate il bello!
Voglio dirvi di usare parole gentili, quando altri tenteranno di insegnarvi ad odiare.
Voglio dirvi di imparare ad amare, quando gli altri vi inse­gnano ad alzare le mani.
Voglio dirvi di sognare in grande, di fare grandi progetti, quando altri cercheranno di rinchiudervi nel grigiore di una nicchia in cui c'è spazio solo per il proprio tornaconto.
Voglio dirvi di parlare con parole di speranza, quando sembra vincere la paura.
Voglio dirvi di coltivare la libertà, ad ogni costo, quando cercheranno di negarvela.
No, ragazzi miei, non abbiate paura, MAI!!!

Vi invito con tutto l'amore che provo per voi a puntare al meglio, a gettare lo sguardo sempre oltre l'ultimo oriz­zonte, sapendo che sarà sempre il penultimo, che dopo ce n'è sempre un altro migliore e più bello.

Vi invito ad essere sempre migliori degli altri. A puntare sempre più in alto.
Vi invito a non permettere a nessuno, mai, di dirvi che qualcosa non è possibile.
Ma soprattutto, ragazzi, vi invito ad essere ogni giorno mi­gliori di come siete oggi. Nella vita la corsa non si fa sugli altri, ma su se stessi. Si arriva in alto non superando gli al­tri, ma se stessi.

Dare ogni giorno il meglio di noi stessi. È questo il grande segreto.

Non abbiate fretta di diventare grandi, di comportarvi da grandi... ci sarà tempo per questo. Vivete il presente! Il vo­stro futuro, ragazzi, - come abbiamo imparato al campo estivo - è la conseguenza della storia che si scrive nel presente: sarà tanto migliore quanto più vi sforzate di rendere bello il vo­stro presente, vivendo la vostra età, amando vostro posto. Felicità è comprendere il vostro presente e il vostro posto e amarli, qui e ora, e goderne l'unicità. Non pensate all'età e al posto degli altri volendone a tutti i costi comprendere le ragioni o imitarne gli atteggiamenti. Amate il vostro oggi, è quello per cui Dio vi ha pensati, voluti e amati.

C'è un uomo politico nel panorama attuale che stimo per la sua capacità di tracciare orizzonti ampi e di bel­lezza per la sua azione politica, che nel suo ultimo libro ha scritto qualcosa di molto interessante. Prendo in prestito la lettura che fa della società odierna. Ha scritto: «Viviamo purtroppo in una società in cui la cultura dell'invidia ha preso il posto della cultura dell'ammirazione. Io preferisco ammirare che invidiare. Davanti al successo degli altri preferisco chiedermi non "chissà cosa c'è dietro", ma come posso fare meglio».

Spesso, ragazzi, anche nella vostra seppur ancora breve esperienza emerge l'incapacità di certi adulti di gioire dei successi degli altri e di non esserne invidiosi.

Vi prego, non accontentatevi! Non ripiegate sul "6 poli­tico", sulla cultura del minimo indispensabile.

Rifiutate con forza quella logica. Correte il rischio di met­tervi in gioco. Io l'ho fatto! Ho corso il rischio di sotto­pormi alle critiche di tanti, ai giudizi dei benpensanti, al dito puntato di tanti "uomini al balcone". Alla superficialità di chi avrebbe dovuto approfondire e capire. Ai pregiudizi di quelli che hanno sempre ragione... Ma ne sono fiero, ragazzi! Non c'è critica, non c'è chiacchiera che valga la nostra felicità.

Mettetevi in gioco sul serio! Senza però mai trasformare gli altri in strumenti per raggiungere il vostro obiettivo. Senza mai fare degli altri l'asfalto da calpestare per rag­giungere i vostri traguardi.

Gli altri non devono essere mai strumenti, ma compagni di viaggio, sprone a far meglio.

Noi non valiamo per quello che gli altri pensano di noi, ra­gazzi, ma per quello che siamo realmente. Credeteci con forza! Credeteci sempre! Credeteci fino in fondo. Credeteci soprattutto quando sembra che tutto sia inutile, quando le difficoltà vi assalgono.

Credeteci quando quelli che credevate amici vi girano le spalle. Ricordate sempre che nelle difficoltà non si per­dono gli amici, semplicemente si scopre quali sono quelli veri e questo vi darà modo di dare un senso nuovo alla pa­rola "Amicizia".

In un mio non lontano passato, c'erano persone che facevano di tutto per starmi vicino, che elemosinavano le mie atten­zioni, una mia telefonata, un semplice SMS! C'erano con­fratelli che, in nome di una certa fraternità sacerdotale, chiamavano, scrivevano. Oggi quelle stesse persone non sanno neppure se sono vivo o morto. E se lo sanno, lo sanno per criticarmi, mi seguono sui Social per vedere cosa faccio! Bene, questo va tenuto in conto e accettato, sapendo che non dice niente di me, mentre dice invece tutta la loro povertà!

Ragazzi, ognuno di voi è prezioso, unico, irripetibile! 

Ognuno di voi è stato pensato e voluto da Dio per fare qualcosa per cui nessun altro è stato né mai sarà pensato. Spendete in questo TUTTO DI VOI!

Non perdetevi in rancori, regolazioni di conti, in stupide vendette. Investite tutto di voi sulla vostra felicità! E... osate! Osate sempre! Senza stancarvi mai. Guardate sempre al di là dell'orizzonte! All'ingratitudine rispondete sempre con generosità! 

Innamoratevi della cultura. Leggete ragazzi! Leggete! Leg­gete ... e cercate di capire! 

Come ha scritto qualcuno "Per ogni selfie che fate, pren­dete l'impegno di leggere un libro e siate curiosi, chiede­tevi sempre il perché delle cose". Leggete ragazzi, perché come amava dire il nostro don Lorenzo Milani ai suoi ragazzi "Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani". E capite, perché come scriveva Ca­milleri "Non è importante leggere soltanto, ma capire". Non accontentatevi delle chiacchiere. Entrate curiosa­mente e con sommo rispetto nelle cose!

Se uno ha successo, non chiedetevi "chissà chi lo ha rac­comandato", chiedetevi piuttosto cosa c'è davanti a voi. Io vi sarò accanto, se vorrete, per spronarvi a stare in campo, in prima fila!

È per questo che ho deciso, seppure per un'altra strada, di rimettermi in cammino con voi. Io credo in voi, in ciascuno di voi. Scommetto fortemente su di voi!

Il mondo ha bisogno di persone nuove, che abbiano il co­raggio delle proprie scelte e delle proprie idee, il mondo ha bisogno di essere altro... il mondo ha bisogno di voi... e noi possiamo farcela!

Migliorando noi stessi, renderemo il mondo un posto mi­gliore.

E allora ... avanti tutta, avanti sempre... Buon anno scolastico!

©Produzione riservata

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