Cambieremo il mondo?

30.04.2026

di Egidio Cappello

C'è qualcosa che svuota di significato la cultura dei nostri tempi. Un fatto nuovo che ne demolisce la struttura e ne modifica la tradizionale identità. Chi conosce la storia dell'Occidente sa che l'elemento identificativo della cultura dell'intera area mediterranea, dalle sue prime apparizioni, è la dinamicità interna, con la dialettica di interpretazioni, di ideologie, di letture tra le generazioni. La generazione adulta rappresenta il possesso, rappresenta la logica della conservazione, la difesa dei propri modelli ideologici in ogni campo del vivere civile, la difesa della propria identità. 

Le nuove generazioni rappresentano l'esplosione contro i dettami della conservazione e tendono a trasformare il mondo. Il loro pensiero è dinamico, è ricerca di cambiamento, è la dialettica della storia. Hegel afferma che il cammino dell'uomo è costituito dall'universale lotta tra i servi e i padroni. I servi, nel nostro caso le nuove generazioni, subiscono ma sono destinati ad essere padroni. Le nuove generazioni sono sempre vincenti: sono portatrici di cultura dell'oltre, di cultura della trasformazione, di cultura del superamento e dell'abbattimento di quanto nella storia è obsoleto e nocivo. Le nuove generazioni lottano perché la ragione umana abbia successo e la storia evolva verso il bene. 

È straordinaria la cultura del nuovo, è viva, è ricerca di vita autentica, è ricerca del bene, è lotta e distruzione del male. La cultura del nuovo mondo ha principi solidi, ha ideali da raggiungere, ha percorsi da effettuare, è attesa, è volontà creativa e costruttiva. La cultura del mondo nuovo è accoglimento dello spirito e allontanamento della materia, con i suoi tratti ombrosi e aperti alla menzogna. Non c'è un tratto della storia di un popolo in cui manca la lotta tra le generazioni, e in periodi di terrorismo e di oppressione da parte delle classi al potere, essa è silenziosa, perseverante e non meno edificante. Ebbene la situazione drammatica dei nostri tempi è la perdita della cultura del nuovo, la perdita del desiderio di trasformare il mondo. 

Le nuove generazioni hanno assunto e fatti propri i modelli di vita delle generazioni adulte, e hanno cancellato da se stesse il compito "naturale" di adesione alle ragioni della propria natura. Le nuove generazioni sono coscienti di non poter trasformare il mondo. Così come è oggi ridotto, sostengono, il mondo non è più trasformabile, è immodificabile. Esiste un potere che domina le intere generazioni, senza urlare, spesso senza parlare: la tecnologia, che ha tentacoli per trasformare l'uomo in servo. L'uomo è di fronte all'ultima sua creatura ormai in grado di possedere il proprio creatore. Gli uomini di oggi sono succubi della tecnologia, sono servi della tecnica. Non dialogano, non discutono, non criticano, accolgono e accettano risposte. 

La cultura di oggi è cultura di risposte non più di domande. Le nuove generazioni vivono una situazione psichica particolare: sono dominate da scoramento, da sfiducia, da paura per la forza del nemico, che è invisibile, sconosciuto e nello stesso tempo titanico. È una situazione debilitante, frenante, che causa solitudine e muove verso ricerche di espressioni radicali, anche violente. Credo che gli eventi di violenza e di crudeltà che si consumano ogni giorno hanno rapporti molto stretti con la perdita della cultura del nuovo, con la fine del desiderio di cambiare e trasformare il mondo. Non intendo addentrarmi nella problematica delle cause del fenomeno, che è culturale, sociale, filosofico e religioso. Dico solo che in tale voragine, noto, e in tanti notiamo, la perdita della conoscenza del Cristianesimo e di conseguenza l'affievolimento della appartenenza alla religione cristiana. 

Il rifiuto del messaggio di Gesù Cristo si traduce in rifiuto della cultura della novità e della trasformazione. La Buona Novella di Gesù è fondamento della vita autentica, è obiettivo di tutti gli uomini di tutti i tempi. L'uomo che fugge dal Cristianesimo fugge dalla propria ragione divina e non coglie il senso autentico della vita. Oggi trasformare il mondo si può e si deve, le nuove generazioni ne hanno la facoltà e le risorse. È necessario che tutti conoscano bene la situazione in cui tutti ci troviamo: lo sdegno seguirà in modo immediato e forte.      

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