Che strano chiamarsi Ettore Scola
A dieci anni dalla scomparsa del regista italiano, la Cineteca di Bologna inaugura una retrospettiva in suo omaggio fino al 30 gennaio
di Giulia Zinedine Fuschino
Grande interprete della storia del Novecento, come vignettista della rivista satirica Marc'Aurelio prima e come sceneggiatore e regista poi, Ettore Scola ci ha lasciati il 19 gennaio 2016. In occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa la Cineteca di Bologna ha inaugurato una retrospettiva dall' 8 al 30 gennaio con alcuni suoi film: ad esempio, C'eravamo tanto amati, il film che lo ha consacrato quale uno dei migliori registi italiani e autori di commedia all'italiana a Il mondo nuovo, che rientra nella seconda "fase" della produzione del regista. Già, forse, non gradirebbe il termine ma ad un certo punto e precisamente tra Una giornata particolare (1977) e La terrazza (1980), Scola decide di abbandonare il genere della commedia all'italiana, ormai insufficiente, perché "fa ridere" ma non c'è più niente per cui ridere, anzi "il meglio è passato!". Amatissimi i suoi film già citati, poiché portano sullo schermo l'umanità varia, l'amicizia, l'amore, la lotta politica e il fallimento degli ideali, lavorando con attori di prim'ordine, come Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Monica Vitti e Stefania Sandrelli, Ugo Tognazzi. Lo spettatore dal più anziano al più giovane può scegliere tra lo Scola della satira sociale come Dramma della gelosia (1970) e Brutti, sporchi e cattivi (1976) oppure quello più intimistico e lirico con La Famiglia (1987) e film meno famosi come Il mondo nuovo (1983), dove troviamo Mastroianni nei panni di Casanova.
In ultimo, la rassegna prevede Che strano chiamarsi Federico, un docu-film in cui Scola omaggia il suo fraterno amico e maestro, Federico Fellini, in un racconto in cui s'intrecciano vita privata e storia del cinema italiano, con la verve tipica del vignettista del Marc'Aurelio e la maestria del regista. Scola ha firmato sceneggiature eccellenti di cult come Il Sorpasso e Io la conoscevo bene, ha scritto e diretto film che raccontano di noi, di prima di noi e che continueranno a ricordarci "come si era felici, quando eravate tutti imbecilli!"
E di tutto questo lo ringrazieremo sempre.




