D-ISTRUZIONE: il coraggio della Maestra Samira

17.02.2021

di Deborah Ciccone

Al-Raqqa è una città del nord della Sira che i miliziani di Baghdad in poco tempo hanno trasformato nella capitale del Califfato. Dal 2014 al 2017 lo Stato Islamico ha imposto la segregazione delle donne, la chiusura delle scuole tradizionali e la divisione di alunni per genere.

Il 17 ottobre 2017, le forze della coalizione hanno ripreso il controllo della città. Lentamente le prime attività, con le loro insegne colorate, hanno ripreso vita ai piani terra dei palazzi distrutti dalla guerra, riportando un po' di vitalità e di colore in un cimitero di cemento quale Al-Raqqa è ancora oggi e in cui l'incubo del Califfato si ripresenta ancora, ogni giorno, al calare del sole, quando le cellule dell'Isis sfruttano le tenebre per sferrare nuovi attacchi.

Quella che vogliamo raccontare oggi è una storia di bellezza, la storia della maestra Samira.

Samira prima dell'arrivo dell'Isis era una professoressa di liceo, poi ha insegnato in una casa.

La sua "scuola clandestina", è stato un coraggioso tentativo di resistenza civile all'Isis. La maestra ha insegnato a leggere, a scrivere e ha dato ai bambini minime nozioni di matematica. Molti dei suoi alunni, prima di incontrarla, frequentavano la scuola dell'ISIS dove i bambini vengono addestrati a combattere, costruire armi e definiti "Leoncini del Califfato".

Costretti ad abbandonare i vecchi programmi e a pentirsi per iscritto delle proprie blasfemie, gli insegnanti Siriani firmano un contratto che obbliga a spingere i ragazzi verso la Jihad. La storia, come materia di studio, è abolita, mentre, tra le materie laiche, particolare importanza è attribuita all'inglese in quanto lingua del nemico, alla chimica, alla fisica e alla matematica, necessarie per la realizzazione di esplosivi.

I bambini non imparano a contare sommando una mela ad una fragola, come accade nelle democrazie, ma con raffigurazioni di pallottole di Kalashnikov; imparano l'orario, non con un normale orologio da polso o da parete, ma con i timer delle bombe.

Sul libro di matematica per le prime elementari, gli esercizi prevedono di sommare pistole e carri armati. Le frasi contenute nel testo di grammatica, invece, insegnano ai bambini di quarta elementare che è giusto uccidere una donna che tradisce il marito e come farlo. La casa editrice si chiama Biblioteca Al-Hima e, come logo ha la bandiera nera dell'organizzazione terroristica.

Lo scopo di queste scuole non è affatto l'istruzione ma l'indottrinamento di minori, un processo che mira a creare un disimpegno morale rispetto alla violenza che il bambino dovrà usare come soldato. Per ottenere un distacco emotivo dalle vittime si crea, nel bambino, una frattura morale che postula la dicotomia noi/loro. L'unico scopo è quello di trasformare bambini innocenti in Kamikaze.

Il lavoro di Samira è stato volontario e senza aiuti, il suo programma, moderato e senza riferimenti a religioni o partiti. Più che un lavoro, un gesto d'amore coraggioso e rivoluzionario.

Bambini soldato, infanzia negata e diritti umani calpestati ma ad Al-Raqqa, già prima della liberazione dall'Isis avvenuta nel 2017, esisteva un minuscolo spazio di libertà e speranza, era dentro la casa, nella scuola clandestina della coraggiosa maestra Samira, testimone di bellezza.

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