Da Sant’Angelo dei Lombardi una voce contro la guerra
Intellettuali e di scrittori si sono riuniti in cattedrale nel "Meeting per un mondo senza guerra"
di Vera Mocella
Un inno contro la guerra, contro ogni guerra che dilania il cuore, che uccide il corpo e l'anima, che lascia ferite perenni non solo nel corpo, ma anche nel cuore, nella psiche. Si era detto "mai più", ma l'orrore della guerra che obbedisce alle logiche aberranti del potere, della cupidigia e della sopraffazione, non è spento, anzi, come la gramigna cresce e si estende, con il suo veleno fratricida. Occorre una cultura profonda della non violenza, radicata in tutti i gangli socio culturali, per pensare ad una sua estirpazione, che non sarà mai totale, mai radicale, non illudiamoci, ma sempre parziale, fino a quando l'uomo non comprenderà che, uccidendo l'altro, uccide anche se stesso.
Si è levata alta, nella cattedrale di Sant'Angelo dei Lombardi, la voce di intellettuali e di scrittori riuniti nel "Meeting per un mondo senza guerra", domenica 24 agosto, che hanno stigmatizzato l'orrore della guerra stessa, la sua atrocità che ha finito con il mutilare le coscienze stesse. L'evento è stato promosso dall'Associazione "Insieme per Avellino e l'Irpinia", presieduta da Pasquale Luca Nacca, e dall'Organizzazione di Volontariato "Galea", il cui presidente è don Rino Morra, in sinergia con l'Amministrazione comunale di Sant'Angelo dei Lombardi.
«Questo raduno non è stato solo un evento culturale, ma un impegno civico e morale», ha ribadito l'assessore alla Cultura Imma Giusto, mentre don Rino Morra, presidente di "Galea", ha ricordato anche l'impegno di Papa Francesco ed i suoi ripetuti appelli, a favore della pace, oltre al valore della pace stessa in senso lato. Ospite d'eccezione, al reeding, anche l'attrice Valeria Vaiano, di origini irpine, che di recente abbiamo visto nella soap opera "Un posto al sole", a teatro con "Il ventre di Napoli…omaggio a Enrico Caruso", oltre che nel film "L'isola di Andrea", di Antonio Capuano. L'artista ha ribadito che in Palestina non si vive una guerra come in Ucraina, dove sono schierati gli eserciti di due nazioni in guerra tra di loro. «I due scenari non sono confrontabili – ha ribadito – poiché a Gaza è in atto un massacro da parte di un esercito tra i più forti al mondo, contro una popolazione inerme, con la morte di civili e di bambini. A Gaza, come è stato detto più volte, si sta consumando un vero e proprio genocidio».
Sullo sfondo di quadri che richiamavano alla pace, realizzati da Nicola Guarino e da Giuseppe Amoroso De Respiniis, si sono declamati versi potenti contro l'ingiustizia e gli orrori della guerra. Magistrale e toccante l'interpretazione di Valeria Vaiano, che ha letto molte delle poesie e dei racconti degli autori presenti; non si può tacere, non si tace sulla violenza che infiamma Gaza, non si tace contro le atrocità commesse, magari anche di nascosto, che si consumano, o si stanno consumando, in qualche parte del mondo. Tanti i versi che si sonno rincorsi nella marea delle parole dette o gridate, tante le immagini, come quella del bambino privo di braccia, che ha toccato le corde della sensibilità di Michele Vaspasiano, o l'albero di ulivo che rinascerà con foglie argentate e che custodisce il cuore della bambina che è morta in guerra, di Filomena Marino, o le vibranti parole di Francesca Russo, che ha tentato di rispondere alle domande dei suoi bambini sulla guerra, solo per citare alcune delle poesie e dei racconti letti.
Un inno, quello che si è levato in cattedrale, per ricordare a tutti gli astanti che la pace è un bene prezioso da non uccidere o dissacrare. Toccante anche l'interpretazione della "Canzone del Bambino nel vento", che si è levata alta tra le navate della cattedrale di Sant'Angelo, un luogo sacro per ricordare a tutti la sacralità della vita, di ogni vita. Cosa possono fare le parole contro la guerra? Forse creare un cordone di speranza invisibile, stretto da tante mani, restituire voce alla voce spezzata, interrotta dei bambini feriti, mutilati o morti, alle madri e ai padri privi di gioia e di fede nel futuro, ricordare a tutti che la pace è un piccolo fiore che si nutre di libertà.
