Essi vivono di John Carpenter e Marx
di Davide Catalano
Recentemente ho avuto l'occasione di vedere, su una piattaforma di streaming, Essi vivono (1988) di John Carpenter e ne sono rimasto profondamente affascinato. Il film, agli occhi di molti, potrebbe sembrare tamarro e dalla qualità degli effetti speciali discutibile, ma a me ha fatto riflettere anche a proposito di fenomeni intrinseci alla società odierna. La stampa, all'epoca, lo definì il film più folle e coinvolgente della stagione. Era l'undicesimo di Carpenter, regista indipendente che ha dedicato la sua carriera a parlare di temi come il male, la paura dell'ignoto, la critica al capitalismo ed allo smascheramento della manipolazione mediatica attraverso personaggi che spesso sono anti eroi proletari.
Essi vivono racconta la storia di John Nada, un disoccupato in cerca di lavoro che si trasferisce a Los Angeles, dove viene assunto come operaio e trova rifugio in una baraccopoli. Qui assiste a eventi inquietanti legati a strani messaggi televisivi e a un predicatore che invita la popolazione a "svegliarsi". In una chiesa scopre una base segreta e una scatola contenente misteriosi occhiali, indossandoli, Nada vede la realtà per ciò che è davvero, un mondo dominato da alieni travestiti da esseri umani che controllano la società attraverso messaggi subliminali di obbedienza, consumismo e conformismo.
John vive un conflitto interiore poiché dice agli altri e a sé stesso che l'America è un paese che offre possibilità a tutti anche se sa nel profondo, che gli Stati Uniti se ne fregano dei proletari come lui. Questo contrasto è scritto a chiare lettere nel suo nome, John, un nome comunissimo, come se si chiamasse Mario Rossi, ma è ancora più evidente nel cognome, Nada, cioè "niente" in spagnolo. Con questo appellativo così generico, John Nada, simboleggia tutta la classe sfruttata dal capitale che non potrà mai aspirare a nulla.
Gli occhiali gli permettono di vedere che il pianeta è in mano agli alieni che lo sfruttano brutalmente in modo non molto diverso da ciò che i grandi capitalisti hanno sempre fatto per decenni e che tuttora fanno. John si unisce alla resistenza assieme a Frank, l'operaio di colore conosciuto in cantiere, per attuare una rivoluzione. La critica, al tempo, era efficace ma lo è ancor di più oggi, dove la politica è sempre più coinvolta ed influenzata dai rapporti con gli uomini più abbienti del mondo e dove la tv tiene gli spettatori soggiogati tramite pubblicità e programmi di intrattenimento che esemplificano la pochezza di pensiero e distorcono le scale valoriali.
Oltre alla palese critica al consumismo ed al capitalismo sfrenato, Essi vivono mostra i conflitti interni alla classe proletaria, in questo caso tra John e Frank, voluti ed alimentati appositamente dagli alieni stessi per mantenere ed accumulare ricchezza. La scena della scazzottata è emblematica poiché, durando tantissimo, simboleggia come Nada debba combattere resistenze profondamente assimilate dal subalterno. Nada è l'intellettuale che, secondo la prassi marxiana, passa dalla teoria alla pratica, cioè dall'analisi alla rivoluzione.
Essendo completamente immersi in una società dove l'ultra capitalismo è la normalità non ne notiamo gli effetti e quindi neppure i difetti, gli occhiali diventano quindi lo strumento di cui necessitiamo per vedere la realtà per quello che è veramente e, nel film, è in bianco e nero, come se gli alieni l'avessero resa a colori. Carpenter, in un'intervista rilasciata all'epoca dell'uscita del film, disse: "Ho ricominciato a guardare la TV. Ho capito subito che tutto ciò che vediamo è progettato per venderci qualcosa…Si tratta solo di volerci far comprare qualcosa. L'unica cosa che vogliono è prendere i nostri soldi".



