Festival itinerante del Racconto, una rassegna di grande successo

04.09.2022

Si è conclusa con la tappa del 3 settembre a Campobasso l'avventura rientrante nel progetto di Una Terra chiamata Molise dell'Associazione "Il Villaggio della cultura". Grande Protagonista Pierluigi Giorgio e i suoi racconti.

Ve ne abbiamo parlato in lungo e in largo, abbiamo annunciato le singole tappe e ve le abbiamo raccontate... con parole, foto, video... dirette Facebook... ora è il momento della sintesi... Si è concluso infatti, ieri 3 settembre, con la sesta ed ultima tappa a Campobasso il Festival itinerante del racconto, una proposta culturale dell'Associazione "Il Villaggio della Cultura", rientrante in un più ampio progetto turistico e di promozione del territorio denominato Una Terra chiamata Molise

Sei tappe, in sei diversi paesi, due in provincia di Isernia e 4 in provincia di Campobasso: Macchia Valfortore, Jelsi, Agnone, Roccamandolfi, Trivento e appunto Campobasso, organizzate e dirette da Marìca Mastropaolo e Silvio Giorgio, in collaborazione con il Narratore Ambulante Pierluigi Giorgio.

Nella giornata di sabato 3 settembre, come dicevamo, a Campobasso si è vissuta la sesta ed ultima tappa... quella che ha visto la più grande partecipazione... oltre 150 persone in cammino nel centro storico di Campobasso, attraversando la storia del nostro Capoluogo, con le sue tradizioni, i suoi personaggi, i suoi luoghi... i suoi racconti... i suoi miti e le leggende che rendono misteriosa e affascinante la storia di questa meravigliosa terra chiamata Molise.

Tante le rievocazioni e le scene di vita quotidiana di un tempo ormai passato che molto ha da raccontare ancora oggi, riproposte e riattualizzate dalle tante Associazioni Culturali coinvolte nell'organizzazione della giornata: il Gruppo Folkloristico "La Polifonica Monforte", che ha dato il benvenuto ai partecipanti, con anche l'esibizione in assolo del mezzo soprano Maria Emanuele,  l'Associazione Culturale "La Mantigliana", l'Associazione Culturale "Le Cunciarje", l'Associazione Culturale "Molise Radici: Cultura, Costume, Tradizioni", l'Associazione "pro Crociati e Trinitari per le Rievocazioni Storiche Molisane", la "Collezione Scasserra" e il Gruppo Storico "Giovanna I d'Angiò" di Colletorto. 

Una giornata trascorsa sul carro del tempo che, magistralmente condotto da guide attente e preparate (e divertenti), ha ripercorso le vie del centro storico del capoluogo, riportando i tanti presenti indietro di decenni e centinaia di anni facendoli incontrare con i grandi personaggi che hanno segnato per sempre la storia della città, come il Maestro Di Zinno... Delicata... e insieme riaffiorare ricordi e racconti spesso sconosciuti e nascosti e che rischiano di scomparire dal patrimonio culturale comune... e riaccendendo le luci sui luoghi di una memoria che rischia di dissolversi nel tempo.

Due grandi artisti hanno poi accompagnato il percorso... il Narratore ambulante Pierluigi Giorgio con i suoi testi, i suoi versi e i suoi racconti...che hanno illuminato e rivestito di sogno e nostalgia non solo la tappa di Campobasso, ma l'intero Festival itinerante del Racconto in tutte le sue tappe, e il cantore popolare Camillo Faraone con i suoi versi e la sua chitarra... la sua grinta e il suo amore quasi viscerale per Campobasso e per il Molise tradotti nei suoi #AMOlise e #AMOnforte.

Una giornata davvero particolare, intensa... di quelle che accendono nel cuore quel sentimento di velata nostalgia e che sanno riproporre la bellezza di un passato che affonda le radici nella notte dei tempi, che sembra così lontano eppure è reso incredibilmente vicino dalla capacità di raccogliere storie e farne un racconto... una mattinata che vorremmo sintetizzare con le parole pronunciate da Pierluigi Giorgio nell'ultima tappa a Fontana Vecchia, dove il Narratore, tessendo meravigliosamente parole sue con quelle di Romano Battaglia ha consegnato ai presenti un messaggio di speranza:

Se alla fine di questo cammino insieme o domani all'alba o poco prima di una nuova partenza ti sentirai un po' triste o silenzioso o soltanto pensoso, o con la mente già in bilico, su quella strada che ti porta altrove o nella città che ti attende in agguato, al tuo lavoro... 

datti un attimo ancora di respiro, sei ancora qui, alla ricerca di una eredità non del tutto perduta. Prenditi per mano e passeggia ancora un po' tra i vicoli del borgo, sul sentiero, o fra dosso e dosso tra i boschi dei dintorni: senza fretta, né alcuna rincorsa.

Contatta la vita mentre cammini; ripercorri la sua storia e le sua leggende; se le leggende muoiono, muoiono anche i sogni, e senza i sogni non c'è più grandezza: il sogno di una vita diversa, che non è rifiuto di frigoriferi e penicilline, ma di quel modo di pensare che non ci fa sentire parte di qualcosa, che ci fa agire senza la dignità e l'orgoglio, perché si tratta di due impicci lungo la strada della carriera e del denaro...

Recupera il gusto antico del sogno: scopri a cosa sei veramente chiamato, il tuo Sogno Sacro: se non una strada maestra, un sentiero; se non il sole, un pianeta; se non enormi cumuli di nembi e strati di cirri, una piccola nuvola isolata nel cielo... e consentiti di essere ciò che sei, con tutti i tuoi limiti; passo dopo passo, mantenendo con te ogni contatto, senza saltare sul treno dell'indistinzione, senza emigrare al di fuori di te: questo è il tuo tempo, è la tua vita!

"... Attendi che il vento ti porti la voce dell'ignoto. Ascolta in silenzio quello che la voce ti dice e poi, alla luce del sole chiediti se tutto ciò è possibile. Rimani così nella calma sino a quando da l cielo scenderà la sera perché anch'essa avrà un messaggio per te. Rimani sino a quando si accenderanno le stelle perché anche loro avranno qualcosa da dirti. Poi, verrà la notte con la sua lunga pausa di riflessione e ti verrà in mente la vita. Allora, pensa di essere sempre te stesso, a qualsiasi costo, a non fingere mai con gli affetti profondo come l'amore. Accetta con serenità il passare degli anni e non aver paura della vita: se sei qui, nel mondo, è tuo diritto esistere..."!

Aspetta ancora e fermati prima di andare via: vivi con la vita e non con l'orgoglio! Ti accorgerai di aver parlato col vento, salutato il sole, accarezzato la nebbia, intonato con l'alba e il tramonto, vibrato col bosco, con l'erba, il torrente, il tratturo, gli animali qui intorno e la terra... te stesso! 

Passerà qualcuno, forse un amico, forse uno sconosciuto; un cervo, una volpe o un falco forse e ti chiederà se ti sei perduto... e tu risponderai che ti stai cercando».

Una giornata speciale che meritava un finale speciale e lo ha avuto nella kermesse della sera nel cortile della Caserma "G. Pepe", dove si è celebrata la terza tappa di quattro di un'altra bellissima proposta - che si lì si sta svolgendo - de "Il Villaggio della Cultura", ancora nel contesto di Una Terra chiamata Molise, che è Te lo racconto io il Molise. Una serata magica, in cui le tante Associazioni coinvolte nell'organizzazione della giornata si sono raccontate e insieme hanno raccontato il loro amore per il Molise e le sue tradizioni... e lo hanno fatto "a loro modo"... parole, musica, tradizioni, costumi... e poi ancora Pierluigi Giorgio e poi ancora Camillo Faraone... un palcoscenico straordinario per una manifestazione di davvero altissimo livello.

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