Grave la pubblicazione dei video violenti, serve informazione responsabile
Avevamo manifestato le nostre perplessità circa la grave violazione della Carta di Treviso. Con una nota a firma del Presidente Cimino, puntuale, è arrivato il chiarimento dell'Ordine dei Giornalisti
La pubblicazione del video da parte di molti organi di informazione, anche autorevoli, della recente aggressione ad una professoressa, è un fatto grave e ignora le norme deontologiche della professione. Riteniamo che il video dell'accoltellamento nel bergamasco, nulla aggiunga al racconto dei fatti. Quanto accaduto interpella prima di tutto i giornalisti sull'esercizio responsabile della professione e sulla necessità di non cadere nella spettacolarizzazione. Riteniamo, inoltre, che sia necessario tutelare sia i minori coinvolti che la persona gravemente colpita ed evitare il pericolo di emulazione. L'informazione di qualità si misura anche rinunciando alla caccia dei click. Questa la nota sul sito del Cnog per il quale il Presidente dell'Ordine Carlo Bartoli ha dichiarato: "La pubblicazione del video dell'aggressione, sia pure con qualche timido taglio o pixelatura, rappresenta un fatto grave. L'informazione non può emulare quanto di peggio troviamo sui social media e in questo caso fare un'amplificazione a un evento che il ragazzo ha voluto mettere in scena e pubblicare. Ci sono elementi che possono indurre all'emulazione che devono fare riflettere. Io credo che in alcune redazioni si debba riprendere una riflessione attenta su quelle che sono le carte deontologiche e il ruolo dell'informazione".
Questa notizia non è da meno rispetto a quanto accaduto pochi giorni fa ad Isernia. Purtroppo sta circolando in questi giorni con grande rapidità sui social, il video di un violento pestaggio avvenuto nel centro storico del capoluogo. Le immagini, riprese da alcuni presenti, mostrano un giovane mentre colpisce ripetutamente un ragazzo di origini straniere, scatenando immediatamente reazioni e commenti da parte degli utenti. Il video è stato anche oggetto di servizi nella stampa locale (senza riprodurlo), e l'Odg Molise, unitamente a quanto accaduto mesi fa a Santa Croce di Magliano, ritiene che i principi deontologici vadano rispettati, sia quelli sulla spettacolarizzazione, emulazione, sia le norme che vedono il divieto di diffondere video, foto di scene di violenza, macabre e raccapriccianti.
L'Odg Molise si associa dunque alle dichiarazioni di alcune autorevoli testate che nel non pubblicare video su simili fatti di cronaca, ritengono che la diffusione integrale di immagini così crude rischia di trasformare un episodio di violenza pura in un prodotto sensazionalistico, alimentando una logica di audience che contrasta con il principio di sobrietà e rispetto delle persone coinvolte. Il giornalismo quindi deve informare, non scioccare né intrattenere attraverso il dolore. C'è poi il rispetto della vittima.
Mostrare in dettaglio le fasi dell'aggressione significa violare la dignità della persona ferita, riducendo un evento drammatico a contenuto visivo replicabile e condivisibile, senza controllo. Non pubblicare non vuol dire non informare o essere omertosi, ma piuttosto, per rispetto alle persone, per rispetto all'insegnante colpita, per rispetto allo stesso studente, quel bambino, quel ragazzo, quell'adulto di Isernia come di Santa Croce, che, al contrario di noi, proprio sulla massima visibilità del suo gesto sconsiderato, aveva contato. L'Odg Molise ringrazia tutte le testate regionali hanno agito in modo rispettoso dei lettori.



