I primi 100 giorni del sindaco socialista di NY: Zohran Mamdani

17.04.2026

di Davide Catalano

Il 4 novembre 2025 il popolo di New York, da sempre capitale dei grandi profitti e dei multimilionari, ha scelto un socialista come proprio sindaco. Nato in Uganda da genitori di origine indiana, il padre è un importante accademico e professore universitario mentre la madre è un'influente regista nota per film come Monsoon Wedding e The Namesake. Com'è possibile che a capo di uno degli snodi principali dell'economia globale, nonché regno dei Paperon de' Paperoni, sia stato eletto un uomo di fede islamica, nato in Uganda ed avente origini indiane, vi chiederete voi. Ebbene si, il suo nome è Zohran Mamdani e non è il classico politico con alle spalle anni e anni di carriera nelle istituzioni. Mamdani nasce come attivista, lavorando su temi come il diritto alla casa, la giustizia economica e il sostegno agli immigrati per poi rappresentare un distretto del Queens all'interno della New York State Assembly, dove è diventato una delle figure emergenti dell'ala sinistra del Partito Democratico. Nel 2025 si è candidato a sindaco concentrandosi sulla riduzione del costo della vita, l'espansione dei servizi pubblici, una maggiore equità economica ma soprattutto tassare i ricchi, vincendo poi grazie anche ad un utilizzo abilissimo delle piattaforme social e una particolare vicinanza ai cittadini e ai giovani che, questa volta, si sono recati in massa alle urne.

A 100 giorni dal suo insediamento, il sindaco socialista ha istituito dei supermercati municipali per permettere ai meno abbienti l'accesso a beni primari ad un prezzo favorevole, il più grande ed operativo al momento è situato ad Harlem. Omicidi e sparatorie sono diminuite drasticamente, 1,2 miliardi di dollari sono stati stanziati per una Childcare universale(insieme delle attività, professionali o meno, di custodia, cura ed educazione dei bambini, solitamente erogate mentre i genitori lavorano), oltre 100.000 buche stradali sono state riparate e diverse politiche volte ad aumentare i diritti dei lavoratori sono state attuate.

"Tax the rich" era la promessa più importante della campagna elettorale e, perciò, pochi giorni fa Mamdani ha dichiarato di aver assicurato una pied-à-terre che prevede l'introduzione di un contributo annuale per gli immobili sopra i 5 milioni che non sono utilizzati come residenza principale bensì come investimento e quindi in disuso per la maggior parte dell'anno. La misura riguarderebbe 13 mila unità in tutta la città e genererebbe una somma che si aggira intorno ai 500 milioni che poi verrebbero investiti in welfare. Una mossa che serve principalmente a sfruttare una ricchezza inutilizzata per far si che a beneficiarne siano le persone "normali", in un periodo di forte crisi abitativa nella quale gli affitti e i costi delle abitazioni stanno schizzando alle stelle.

Secondo il Marist Institute for Public Opinion, il 48% degli elettori approva l'operato del sindaco, mentre il 30% lo boccia e un 23% resta incerto. Dati in linea con quanto ci si poteva aspettare dalle ambiziose promesse che avevano caratterizzato la campagna del 2025, in parte rispettate ed in parte ancora disattese. Grandi passi avanti sono comunque stati fatti rispetto ad un UE e Stati Uniti d'America tendenti ad andare a ritroso su temi importanti come il welfare. Vedremo cosa ci riserva il futuro, anche se pagherei oro per avere un Mamdani qui in Italia dove i massimi rappresentanti politici sono incarnati da Tajani, Salvini, Meloni & company.

Un governo autenticamente di sinistra (non semplicemente di centro-sinistra), qui nel nostro Paese, sembra ancora un obiettivo difficile da raggiungere, anche considerando l'orientamento medio dell'elettorato. Tuttavia, l'esperienza di New York dimostra in modo evidente quanto un'amministrazione socialista possa incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone comuni. 

©Produzione riservata

Segui la nostra informazione anche su Facebook, Instagram o unendoti al nostro gruppo WhatsApp e visita il nostro canale Youtube

Share