In assenza dello spirito, la mente si svuota.

04.08.2021

di Egidio Cappello

Uscire dalla pandemia è azione dello spirito. Lo spirito è vitalità positiva, è creatività, è forza, è tensione, è progettazione, è volontà di andare oltre, è bisogno di costruire e di puntare al bene. Lo spirito è la mente che compie, nel modo migliore, il proprio percorso. Lo spirito è la mente umana che sprigiona tutte le proprie potenzialità. Se la mente è indebolita dalla sofferenza e dal disorientamento, se giace assopita, se non conosce e non usa le proprie facoltà razionali ed emotive, si predispone a soccombere alla forza degli eventi e a trasformarsi in un guscio vuoto trascinato dalla corrente. La mente può combattere la pandemia liberando lo spirito che è in se stessa, trasformandosi essa stessa in spirito. La ricchezza della mente è lo spirito: è questo infatti a creare l'unitarietà delle nozioni sensibili, è questo a fornire gli strumenti per contemplare, per progettare, per trascendere il fluire degli eventi, per sognare, per guardare in alto e scoprire le leggi del creato. 

Lo spirito è la mente che crea, che riflette, che non si ferma ai muri alti dei recinti, che vola oltre le proprie limitatezze. E' bene che tutti sappiano del proprio spirito e sappiano accoglierlo e ubbidire e realizzare le sue indicazioni. C'è stata sempre molta difficoltà a cogliere il mondo dello spirito per via delle indicazioni pur autorevoli date allo stesso dagli autori greci e latino-cristiani. Lo spirito è stato visto come la mente, come la ragione, o l'intelletto, o la natura, o l'anima, o la comunicazione, o una realtà assoluta, o lo Spirito Santo, nel quale la dottrina di Cristo vede una persona della Trinità di Dio. La filosofia europea ha costantemente argomentato lo spirito umano ma non è mai riuscita a superare la dimensione della sensibilità e della fattualità. Cosa è quindi lo spirito? La civiltà occidentale, a cominciare da quella biblica, ha considerato l'uomo come un essere privilegiato. Il Salmista chiede a Dio "cosa è l'uomo per cui te ne curi tanto?" 

Se la sua natura fisica lo rende simile a tutti gli animali del creato, succubo delle leggi del tempo, la sua spiritualità lo eleva ad una dimensione di divinità. Lo spirito è la qualità che rende l'uomo simile a Dio, la qualità che permette all'uomo di guardare con gli occhi di Dio, di parlare con il linguaggio di Dio, di agire secondo la volontà di Dio. Da una parte l'uomo subisce l'imposizione della legge, sociale e naturale, dall'altra egli è libero dai legami con il proprio recinto storico e diventa creativo, andando oltre ogni limitatezza fisica. La spiritualità è la caratteristica dell'uomo che sceglie di essere libero dai legami con la storia. Nella Lettera a Diogneto l'autore sostiene che l'uomo dello spirito vive in questo mondo ma non è di questo mondo. Il privilegio dell'uomo è naturalmente dovuto al suo spirito. S. Paolo parla del mondo della legge da una parte e del mondo dello spirito dall'altra, il primo opprimente e negatore della vita, il secondo fatto di libertà e di progressiva liberazione. 

Il mondo della legge è imposizione, è sudditanza, è limitatezza, è incompletezza, è indifferenza e stasi, è depravazione, quello dello spirito è creatività, è libertà, è tensione, è universalità, unitarietà, oggettività, solidarietà, è bene comune. Due forze interiori che finiscono con l'essere due mondi inconciliabili che logorano l'uomo e lo spaccano in due. Si tratta di un matrimonio difficilmente recuperabile. Persiste oggi la tendenza manichea a separare il mondo della spiritualità da quello della vita storica: così i valori economici, politici, sociali finiscono con l'occupare spazi diversi e contrari rispetto a quelli occupati dai valori spirituali. Anche la dottrina cristiana mostra cedimenti: da una parte si predica l'unitarietà della persona immagine di Dio e dall'altra si cade in interpretazioni in cui l'uomo è diviso in due storie, l'una opposta o contro l'altra. 

Anche l'amore umano si restringe a poche e difficili azioni. L'idea che lo Spirito Santo venga dall'esterno e alberghi con dispetto nell'uomo, fornisce valide motivazioni per eternare l'opposizione tra il mondo della fisicità e quello della spiritualità. La stessa santità soffre grosse limitazioni per effetto della scissione che domina la vita umana, scissione che impedisce all'uomo il conseguimento di una fondamentale unità bio psico fisica. Noi crediamo che lo spirito sia la mente umana che, con le opportune conoscenze, si proietta verso le seguenti determinate finalità: la relazione, la composizione, l'unità, il dialogo, la solidarietà, l'armonia, il bene comune. I saperi che si fondano e cercano tali finalità sono saperi spirituali. Niente di fumoso o di teorico nel mondo dello spirito, bensì conoscenze, idealità e fini specifici. (L'egoismo e il particolarismo non sono del mondo spirituale). Lo spirito è risorsa possibile della mente (potenza nel senso aristotelico). 

Se la mente umana può essere succuba dell'individualismo anche esasperato, lo spirito ne è assolutamente fuori: lo spirito è vivo, attento, dialettico, e tende sempre a superiori composizioni. Lo spirito è il mondo interiore dell'uomo che muove verso i punti sopra indicati. I contenuti dello spirito sono ciò che chiamiamo il cuore. Lo spirito è il fondamento e nello stesso tempo è frutto della speranza. Esso tende al mondo delle infinite possibilità e spinge verso l'impossibile. Chi si chiede da dove l'uomo possa prendere tali dotazioni, la risposta è unica. L'uomo è figlio di Dio ed è immagine di Dio. Se a Dio niente è impossibile, all'uomo niente è impossibile. Nell'uomo ci sono le strutture perché ogni relazione, ogni aspetto della vita sociale e politica, ogni idea, ogni progetto, si trasformino in atti divini. Lo spirito vive la speranza, crea idee e convinzioni sempre nuove. Quando la mente umana è interamente spirito, si fa sapienza, sapienza di Dio. Lo spirito è in tutti gli uomini ed è il fondamento dei diritti dell'uomo. Il contrario dello spirito non è la materia, ma l'assenza di spirito. Nell'uomo, lo spirito coinvolge il corpo. Quando la mente si fa spirito, anche il corpo ne riceve il sigillo e ne parla interamente il linguaggio. Se Dio si fa corpo, ogni corpo profuma di Dio.

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