“In principio, Ificle”: il coraggio della rinascita tra ombra e verità
Dal 3 aprile 2026 arriva online e in tutte le librerie In principio, Ificle, il nuovo romanzo pubblicato da Capponi Editore e firmato a quattro mani da Malik Tariq Bashir e Ilaria Della Croce. Un'opera intensa e stratificata che affonda le radici in una vicenda drammatica per aprirsi a un percorso di riscatto umano e interiore.
Per Bashir si tratta del quarto romanzo, dopo Il leone Bianco (Faligi Editore, 2009), Il profumo dei Valgesi (Bookabook, 2022) e L'osmosi del coc-codril-lo (Bookabook, 2024). Ilaria Della Croce, invece, esordisce come autrice dopo una lunga esperienza nel "dietro le quinte" dell'editoria, tra editing e comunicazione. L'incontro tra le loro sensibilità dà vita a una narrazione potente, sospesa tra realtà e dimensione onirica.
Il punto di partenza del romanzo è un tentato femminicidio. Cecilia, la protagonista, sopravvive a un'esperienza che la segna profondamente, trascinandola in una dimensione in cui i confini tra ciò che è reale e ciò che è proiezione si fanno sempre più incerti. Il rapporto con Carlo, l'uomo che credeva essere amore, si rivela invece una trappola da cui sarà necessario liberarsi, non solo fisicamente ma soprattutto interiormente.
La storia si sviluppa come un viaggio nella coscienza, un percorso di ricostruzione in cui la protagonista è chiamata ad affrontare prove sempre più profonde. La sfida più grande non è sfuggire al passato, ma trovare il coraggio di guardarsi dentro, accettando verità scomode e abbandonando le illusioni costruite per sopravvivere.
L'alternanza tra luce e ombra diventa il filo conduttore dell'intera narrazione: ciò che è stato e ciò che potrebbe essere si rincorrono, si sovrappongono, si mettono in discussione. Il romanzo solleva interrogativi cruciali: esiste davvero una netta distinzione tra giusto e sbagliato? Oppure la maturità passa attraverso la capacità di riconoscere che una realtà dolorosa è comunque più autentica di una consolante menzogna?
Nel suo cammino, Cecilia incontra un uomo che, come lei, ha scelto di vivere nell'illusione, diventando "capitano della propria ombra". Tra i due nasce un legame complesso, fatto di attrazione e timore, di riconoscimento reciproco e resistenza. Entrambi sono chiamati a sincronizzare il proprio vissuto con un presente che non può più essere ignorato.
Lo scenario in cui si muovono è carico di tensione emotiva: un paesaggio attraversato dal vento e dal rimpianto, in cui le domande si fanno sempre più insistenti, fino a trovare una soglia pronta ad aprirsi. È proprio lì, in quel punto di passaggio, che si gioca la possibilità di una rinascita.
In principio, Ificle si configura così come un romanzo di trasformazione, in cui il dolore diventa materia di consapevolezza e la fragilità si trasforma in forza. La rinascita dalle proprie ceneri non è solo una metafora, ma un processo concreto, faticoso, necessario. Un nuovo volo diventa possibile solo quando si impara a dire "no" a tutto ciò che non è rispetto, né per sé stessi né per l'altro.
Profondo e suggestivo, il romanzo accompagna il lettore lungo un percorso interiore che non offre risposte semplici, ma apre strade. Perché, come suggerisce il titolo, ogni rinascita ha bisogno di un nuovo principio.




