L’inganno degli “alleati” Trump e Netanyahu
di Davide Catalano
Lo scenario che, dalla mattina del 28 febbraio va avanti nel Medio Oriente è a dir poco aberrante ma lo è (forse) di più il doppiopesismo dei paesi europei alleati o sarebbe meglio definirli servi, del padrone USA, a proposito di questa vicenda, i quali condannano la risposta dell'Iran senza condannare però l'attacco degli Stati Uniti "d'Israele" che ha provocato l'escalation. Il presidente Donald Trump, triste di non aver ricevuto il Nobel per la pace, da lui tanto atteso, aveva probabilmente bisogno di mostrare tutta la sua misericordia e gentilezza al resto del mondo che ha deciso, insieme al suo migliore amico "Bibi" Netanyahu, di "esportare" per l'ennesima volta una buona dose di democrazia e "salvare" le donne iraniane, peccato che ad oggi, solo tra bambine e ragazze ne siano morte almeno 148 in un solo attacco ai danni di una scuola femminile, a quanto riporta l'agenzia ufficiale iraniana Irna.
Si può essere contro il regime dell'Ayatollah ma anche contro i metodi con i quali gli Stati Uniti "d'Israele" cercano, a loro dire, di "esportare la democrazia", che altro non è se non ciò che gli USA fanno regolarmente da oltre 30 anni, sempre in Medio Oriente, senza ottenere neppure lontanamente il risultato promesso, falsamente, al mondo intero. Se, con un po' di curiosità, si cerca su internet la lista dei primi 10 paesi per riserve petrolifere al mondo salteranno all'occhio alcuni nomi:
- Venezuela: recentemente attaccato dagli USA e rapito il presidente Nicolas Maduro.
- Arabia Saudita: Alleato degli statunitensi, porta avanti affari miliardari sul petrolio e compra armi americane, quindi Trump non la tocca.
- Iran: Esporta petrolio verso l'Asia e infatti è sotto attacco dal 28 febbraio con la solita scusa del bisogno di eliminare la minaccia nucleare.
- Iraq: Distrutto con la scusa della liberazione dal regime di Saddam Hussein, quando le reali ragioni erano la nazionalizzazione del petrolio e il sostegno di Hussein alla causa palestinese.
- Libia: Attaccata perché controllava buona parte del petrolio e perché sosteneva la causa palestinese. Ad oggi la Libia è un paese distrutto e diviso internamente.
Che strana coincidenza, tutti i paesi ritenuti bisognosi di una dose di democrazia, importata rigorosamente dagli Stati Uniti, sono i maggiori detentori del petrolio a livello mondiale. Ad oggi, se un paese non è allineato alle direttive americane e non mette a disposizione le proprie risorse petrolifere viene fatto fuori utilizzando la scusa della minaccia nucleare, del terrorismo islamico o del narcotraffico. Il mondo è davvero "al contrario", per fare una citazione letteraria di bassissimo livello. Coloro che dichiarano di essere le più importanti democrazie al mondo, si comportano come solo le peggiori dittature hanno dimostrato di saper fare. Siamo in un mondo dove regna il capitale ed il neoliberismo.
Karl Marx, in Miseria della filosofia (1847), descrive l'epoca in cui ogni aspetto della vita umana e sociale inclusi virtù, amore, scienza e coscienza si trasforma in merce, definendola come il periodo della "corruzione generale, della venalità universale", dove tutto viene ridotto a valore di scambio, se non ci siamo ancora arrivati, di certo siamo molto vicini.




