La rivincita dei principi etici.

26.06.2021

di Egidio Cappello

La pandemia ha rimodulato i principi della nostra cultura e ha dato significati nuovi alle parole di ogni settore culturale. Si tratta di un cammino di crescita e di progressione etica. Il mondo interiore dell'uomo è in positivo subbuglio: al caos tradizionale imposto dalla velocità vorticosa dei bisogni, si va sostituendo una direttiva logica, una legge regolatrice del pensiero umano. La stessa ragione ha accolto sollecitazioni esterne e va rivisitando le proprie risorse e i propri possessi conoscitivi.

Le sue nuove regole sono la essenzialità, la semplicità, la praticità, la finalità, la dignità e il decoro: le idee contano nella misura in cui creano relazione e socialità e sono espressione di accoglienza e di giustizia. Il mondo ha raggiunto una unità sconosciuta e sono sempre più evanescenti prerogative e privilegi territoriali e nazionali.

È la rivincita dell'etica sulla socialità dell'obbligazione derivata da norme di ordine economico e politico, è la rivincita dell'ordine stabilita da principi ritornati inamovibili e fondanti. La trasformazione attuale è particolare: la diversità non è in eventi osservabili o misurabili ma è nel mondo interiore degli uomini. I capisaldi concettuali, le tradizioni, le culture, i linguaggi sembrano liberarsi dai legami col mondo dei numeri e delle quantità e volano verso la dimensione della spiritualità ove incontrano i bisogni più alti e nobili dell'uomo.

Grandi spazi hanno guadagnato le attività di ricerca, quelle volte alla scoperta di strumenti e metodologie di salvezza e di progresso sociale ed umano e quelle della comunicazione. I grandi della terra vanno imparando l'arte del dialogo, arte che si sostanzia di ascolto, di accoglienza, di comunione, di alterità che ricerca l'unità. Le parole vanno acquisendo significati nuovi, attraverso l'intuizione di scenari sociali ed umani nuovi. L'etica della inclusione e della universalità occupa spazi notevoli nei nostri vocabolari. È proprio il mondo della comunicazione quello che ha subito e va subendo le più significative innovazioni.

Facciamo degli esempi. Pensiamo alle espressioni "diritto inviolabile" e "dovere inderogabile"; pensiamo ancora alla "solidarietà politica, economica e sociale". Le parole diritto dovere e solidarietà sembrano oggi fuori dalla rigidità dell'art. 2 della nostra Costituzione e inserite nel mondo della coscienza e della responsabilità individuale. Sembrano aver perso l'alone della obbligatorietà imposta dalla norma costituzionale per entrare nella sfera della volontà e della libertà proprie del mondo interiore della persona. Abbiamo avuto modo di conoscere l'evoluzione etica dei termini considerati: l'abbiamo vista nelle corsie degli ospedali, nella forza disperata e nelle lacrime degli operatori sanitari, l'abbiamo vista tra i giovani volontari tra macerie di ogni tipo, l'abbiamo vista tra coloro che soccorrono, che portano un pezzo di pane ai bisognosi, l'abbiamo vista nella corsa ai cassonetti per raccogliere bambini abbandonati dalla furia di mamme ingrate. La solidarietà è oggi colorata di tenerezza.

Sono poche le persone che conoscono i principi fondamentali del dettato costituzionale: oggi i diritti, i doveri e in particolare la solidarietà vanno conquistando connotati etici personali. Se attraenti sono state le rivoluzioni culturali, scientifiche, artistiche, del passato come quelle dell'Umanesimo, del Rinascimento, dell'Illuminismo, dello Scientismo, quella di oggi contiene un potenziale straordinario di trasformazione e di edificazione di un mondo nuovo a misura di uomo. Occorre accompagnare il cammino attraverso la riformulazione del linguaggio, ridando alle parole i significati giusti. Pensiamo alle categorie più usate, a natura, a persona, a spirito, a storia, ad umanità, a giustizia, a pace, a legge, a metafisica, a filosofia, a scienza, a scuola, a politica, a rispetto, ad economia, a relazione internazionale, a famiglia, ad amore. Occorre fare in modo che il linguaggio cammini parallelamente agli eventi storici e sia così, nuovo, inculcato alle giovani generazioni.

L'etica è chiamata ad essere la disciplina fondamentale della formazione delle giovani generazioni e la sorgente da cui attingere conoscenze e metodi di vita. Anche la Chiesa deve ascoltare la voce dei tempi e rimodulare, se necessario, la propria azione pastorale. Papa Francesco ha speso tanto nell'additare la sequela di Cristo come antidoto ai malanni dei nostri giorni. Parlando della solidarietà Egli ha detto che la stessa va colorata di tenerezza: dalla solidarietà può nascere l'unico percorso necessario idoneo a svuotare di senso ogni cultura della superbia e dell'egoismo. E' necessario creare lo spirito giusto per cancellare i nemici della cultura della solidarietà e della tenerezza: il soggettivismo, l'arrivismo, l'edonismo, l'economicismo, tutte congetture che originano superbia, egoismo, chiusura agli altri, opposizioni di ogni genere. La solidarietà coinvolge ogni relazione umana, ed è il fondamento del dialogo.

Ogni dialogo autentico, costruito sull'ascolto e sullo sguardo di occhi che si incontrano, non può non essere solidale. Esso è lo strumento che permette ad una congettura teorica di trasformarsi in stile di vita. Questo auspichiamo, con la consapevolezza che in tanti si lavori al raggiungimento dello scopo, che i mondi interiori siano liberi, che le ragioni siano libere, che ogni persona possa seguire la propria natura e la propria umanità. Il futuro sarà costruito sulla base di progetti etici o non sarà costruito affatto. La rivincita dei principi etici, così ben avviata, continui sino al conseguimento di traguardi infiniti. 

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