La violenza di genere nella Divina Commedia: un classico che parla al presente. Presentato a Osimo il libro di Lorenzo Scocciolini

25.03.2026

di Paolo Scarabeo

Nella serata del 25 marzo, il giorno del Dantedì, istituito per celebrare la figura e l'opera di Dante Alighieri, il Ridotto del Teatro La Nuova Fenice di Osimo ha ospitato la presentazione del volume di Lorenzo Scocciolini, La violenza di genere nella Divina Commedia, edito da Editore Itard per la Collana Les Ouvres.

Un incontro denso e partecipato, arricchito dagli interventi di Marcello Verdenelli e Giordano Pierlorenzi, che hanno accompagnato il pubblico in una lettura critica e attuale della Divina Commedia e del suo contesto storico.

Particolarmente suggestivo il focus proposto: quello sulle labbra, simbolo originario di armonia e incontro amoroso, che nella violenza si deformano fino a farsi "slabbrate", segno tangibile di una frattura non solo fisica ma anche morale e relazionale. Un'immagine potente, capace di attraversare i secoli e parlare con forza anche al presente.

Al centro della riflessione tre figure femminili emblematiche: Francesca da Rimini, Pia de' Tolomei e Piccarda Donati. Tre donne accomunate dall'essere vittime di violenza maschile e, al tempo stesso, sospese tra cronaca storica e rielaborazione poetica. Dante le incontra nei tre regni - Inferno, Purgatorio e Paradiso - affidando a ciascuna un valore simbolico: l'amore travolgente e tragico, la richiesta di memoria e giustizia, la pace della beatitudine.

Ed è proprio questa chiave di lettura a rendere il libro di Scocciolini particolarmente attuale. Perché, sebbene quelle vicende affondino le radici nella storia e nella poesia, in un tempo in cui termini come "violenza di genere", "femminicidi" non esistevano, la loro eco non si è mai spenta. Ancora oggi, infatti, i dati raccontano una realtà che inquieta: milioni di donne, in Italia, hanno subito nel corso della vita forme di violenza fisica o sessuale, e le denunce risultano in crescita negli ultimi anni. Un segnale che, da un lato, indica maggiore emersione del fenomeno, ma dall'altro conferma quanto esso sia ancora diffuso e radicato.

Così, le parole di Dante e le figure di Francesca, Pia e Piccarda smettono di appartenere soltanto alla letteratura e tornano a interrogarci come contemporanei. Cambiano i contesti, mutano i linguaggi, ma resta la necessità di riconoscere, comprendere e contrastare una violenza che continua a segnare profondamente la vita di molte donne.

Il libro di Scocciolini si distingue per chiarezza, sensibilità e capacità divulgativa: un testo amabile, che si legge con partecipazione e invita a rileggere Dante con uno sguardo nuovo e consapevole. Un invito, insieme letterario e civile, a non considerare mai conclusa una riflessione che riguarda, ancora oggi, la coscienza collettiva.

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