Le rinascite nella storia di Venafro

15.03.2021

di Egidio Cappello

Commemorare un fatto storico del recente passato della città, drammatico e foriero di lutti, può non avere senso in un periodo, come il nostro, in cui la comunità è scossa dai tentacoli del virus e vive uno stato di ansia profonda. Una cosa ci sovviene comunque tra le idee che occupano la nostra mente in questo momento, ossia la capacità dei venafrani di rinascere e di superare i momenti drammatici della propria storia.

La comunità ha tante volte vissuto la drammaticità e l'entusiasmo della rinascita. E ogni volta ha fatto tesoro delle risorse di senso caratteristiche della propria cultura e ha avuto il merito di mettere insieme i cocci e riprendere il proprio percorso di vita. Gli ideali ispiratori del cammino storico della comunità di Venafro appartengono alla dimensione della universalità e della eternità. La tendenza alla unitarietà, millenaria, colora di sacralità la vita della comunità e delle istituzioni venafrane.

Esempi eclatanti sono lo spirito di accoglienza della popolazione, relativa agli immigrati, ai bisognosi e innanzitutto ai trovatelli a sostegno dei quali le Istituzioni provvedevano con specifiche determinazioni, sono la profonda cultura costruita sul netto rifiuto di ogni forma di oppressione e di negazione della piena dignità dell'uomo, sono la elevata spiritualità fatta di attenzione alle cose umane e apertura alla trascendenza. Non posso non sottolineare il patrimonio culturale e spirituale della comunità concretizzatasi in scuole di notevole spessore come quella giuridica, quella di formazione al notariato, quella filosofica, quella biblica, quella scientifica, quella delle arti e quella dell'artigianato.

Le esperienze di rinascita della città affascinano per il naturale rinvio ai possessi culturali, etici, religiosi e umani, sui quali la comunità ha fidato e sui quali ha costruito il proprio futuro. Preponderante è naturalmente la fede che vive una particolare fusione con le istanze della ragione. Venafro è tra i luoghi al mondo ove è possibile facilmente sperimentare e vivere il connubio tra i saperi della fede e quelli della ragione. Chiesa e Istituzioni procedono, come sempre, all'unisono nel mantenimento e nella crescita della vita materiale e spirituale della comunità. Venafro possiede ancora il privilegio della "Porta Santa" che, negli anni giubilari, assicura alla città un ruolo di primo piano nella dinamica dei pellegrinaggi nel territorio dell'Italia Meridionale, e possiede la Santa Manna che sgorga dalla cripta dei Santi Martiri in determinati periodi dell'anno.

Posso dire che l'elemento essenziale della rinascita della comunità venafrana è la fede, è la propria cultura fondata sulla fede. La spiritualità e la cultura fanno a Venafro il medesimo percorso; la fede incontra la vita quotidiana di tutti e diventa strumento di crescita e di elevatezza umana. Ricordo l'espressione "virtus viget" che il filosofo venafrano Nicandro Iossio, alla fine del 1500, pone a fondamento eterno della ragione e del pensiero umano e naturalmente a fondamento della storia della sua comunità. Con Iossio noi sosteniamo che la virtù non è un principio teorico o una sostanza che raggiunge a mala pena la storia e la quotidianità degli uomini: essa è l'attività razionale, l'attività tendente a creare relazioni, a creare strutture e percorsi di bene, è attività tendente a spiegare, a capire, a comunicare, a pregare, a unificare concetti e convinzioni in sintesi sempre più ampie e universali.

La virtù è la ricerca della verità, è lo strumento che porta alla verità. La virtù è la verità che si fa storia e si fa tempo. Sulla base di tali ricchezze ogni rinascita per la comunità venafrana è stata niente altro che l'impegno a continuare a dare la parola a tutte le cose. Non possiamo che essere consapevoli e certi del superamento delle condizioni di disagio create dalla pandemia.

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