"L'Economia di Francesco"

04.05.2021

Entriamo insieme nel secondo capitolo della Lettera Apostolica "Economy of Francesco"

di Egidio Cappello

Il capitolo secondo della Lettera apostolica "Economy of Francesco" definisce il pensiero economico del Santo di Assisi. La premessa di Papa Bergoglio è la consapevolezza di poter cambiare l'attuale economia dandole un'anima nuova. Papa Francesco dà un valore straordinario al verbo ri-animare. L'economia attuale è senza anima e quella del futuro lo potrà essere solo se nel suo interno troveranno collocazione principi etici universali da cui scaturiscono il bene, la fratellanza e di gioia per tutti. L'economia è naturalmente inclusiva di spiritualità: quando si limita a conti e a numeri, è sterile e non assolve al proprio compito. L'economia è la legge che regola la vita della casa, ossia è la legge che promuove e difende l'intima comunione della casa. L'economia è sorgente di unione e di comunione. Il percorso economico è cammino verso continue e progressive unioni. Le famiglie umane sono parti di un'unica famiglia, quindi pagine di un'unica storia. L'anima dell'economia non è una sostanza vuota ma uno scrigno di valori concreti e reali. L'anima dell'economia contiene equilibrio, parità sociale, uguaglianza, rispetto, lavoro e occupazione, dialogo, valorizzazione dei prodotti, valorizzazione della moneta, risparmio, appartenenza, sostegno, solidarietà, rinuncia, sobrietà, semplicità, essenzialità, comunione, donazione, gratuità. Nell'anima dell'economia trovano collocazione centinaia di termini e di espressioni tutti inneggianti alla dignità dell'uomo, alla vita dell'uomo, in modo particolare quella delle popolazioni povere e indifese. Nella economia sterile e fredda, senza anima, si collocano lo spreco, la smodatezza dei consumi, l'uso deleterio dell'acqua, della luce, del gas, delle risorse, l'indifferenza verso le povertà e i bisogni dei popoli poveri, il guadagno, l'interesse, il debito, e da tutto ciò le storture sociali, la segmentazione della gente, le malattie non curate e tante penalizzazioni che degradano la persona e azzerano la sua storia. Una nuova economia oggi non è solo da desiderare ma da cercare con determinazione in quanto il mondo attraversa una fase di squilibrio, di disorientamento per cui le risorse naturali e prodotte, sono in balia di stili di vita degradanti. Il mondo è diviso tra nord e sud: al centro c'è una voragine di cui nessuno conosce la profondità ma che tutti possono immaginare. Papa Francesco sceglie la città di Assisi per discutere il problema. La città infatti è la patria di S. Francesco che ha ideato, praticato e testimoniato una teoria economica integralmente fondata sulla dignità della persona e totalmente votata allo sviluppo della stessa. Il pensiero di Francesco è attualissimo, sostiene il Papa, non solo per le idee relative al buon mantenimento delle condizioni economiche delle popolazioni ma per la capacità che possiede di proiettarsi verso un vero futuro fatto di bene comune e di fratellanza universale. Seguire il pensiero di Francesco d'Assisi vuol dire promuovere il cambiamento delle leggi economiche attuali, utilizzando le migliori metodologie per entrare e promuovere la contraddizione e il cambiamento. L'ottica di S. Francesco è essenziale a chi lavora e si adopera per capire e promuovere il cambiamento epocale della vita economica e della vita umana, a cui fa riferimento Papa Francesco. C'è un motivo essenziale che ha spinto Papa Francesco a scegliere Assisi: lo spessore culturale e spirituale raggiunto da Assisi nella vita delle nazioni di tutti i continenti. Assisi è stata eletta da Giovanni Paolo II a icona dell'universalità e della unitarietà ed è giusto ritrovarsi sul suo "suolo sacro" per la preparazione di un nuovo percorso di vita motivante e coinvolgente. Sul suolo di Assisi ogni discorso economico si tramuta in progetto di vita, di progresso, di rispetto per tutti. E' una esperienza che fa ogni credente che visita e calpesta i luoghi di S. Francesco, ossia la percezione della universalità francescana come fatto e realtà vivente e nello stesso tempo la sensazione e la consapevolezza di poter superare la limitatezza della propria condizione culturale e spirituale. Sì, perché il patto auspicato da Papa Francesco sarà scritto in tutte le lingue del mondo e sarà sentito nella stessa misura spirituale da tutti i contraenti. Il patto ridarà i significati più autentici alla vita umana, alla natura umana, alla ragione e alla fede umane, e consegnerà lo spessore significativo più giusto a termini come giustizia, come rispetto, come solidarietà, come diritto, come sistema, come umanità. Il Santo di Assisi ha nobilitato l'essenzialità della vita e ha dato senso alla sobrietà, alla educazione, alla fraternità, alla tenerezza, alla letizia in modo particolare quella che si accompagna alla sofferenza e alla sconfitta. Assisi produce tensione unitaria universale e bisogno di raggiungere l'unicum necessarium.

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