Magna Storia sotto attacco istituzionale: il duro sfogo di Emilio Izzo svela il volto amaro della burocrazia isernina

28.08.2025

di Ma.Go.

"Ostacoli, ritardi e indifferenza istituzionale stanno mettendo seriamente a rischio una delle manifestazioni culturali più importanti del territorio". Non usa mezzi termini Emilio Izzo, anima e promotore di Magna Storia, nel suo duro sfogo in diretta Facebook. E le sue parole sono macigni che pesano come un atto d'accusa contro l'apparato burocratico e l'atteggiamento, a suo dire, ostile del Comune di Isernia.

Una manifestazione che negli anni ha saputo distinguersi per qualità, impatto turistico e valore sociale viene oggi messa alle strette da una gestione amministrativa che pare più impegnata a ostacolare che a supportare. La documentazione, compreso il piano di sicurezza firmato dal compianto ingegnere Giannito Massimo, era stata presentata con largo anticipo. Eppure, il tavolo provinciale per la sicurezza viene convocato solo all'ultimo momento, a meno di 24 ore dall'evento. Un tempismo sospetto, se non dannoso.

Le nuove prescrizioni? Un'ulteriore beffa. Tavoli più stretti, sedie pieghevoli, richieste che stravolgono l'impianto logistico già definito e che, come sottolinea Izzo, rendono "di fatto impossibile rispettare le indicazioni senza compromettere l'organizzazione". Tutto questo mentre Magna Storia coinvolge decine di operatori, ristoratori, volontari, e offre un'occasione concreta di rilancio per il centro storico cittadino.

Ma la denuncia non si ferma qui. Secondo Izzo, il Comune non solo non ha garantito un adeguato supporto economico all'associazione, ma ha persino escluso l'evento dalla conferenza stampa ufficiale del "Settembre isernino". Un'assenza pesante, che sa di boicottaggio politico e culturale.

Eppure, Magna Storia è tra le pochissime iniziative in grado di creare un legame intergenerazionale, promuovere il territorio, attrarre visitatori e far rivivere un centro storico troppo spesso dimenticato. Un progetto che parla di identità, memoria, futuro. Ma che evidentemente dà fastidio.

Malgrado tutto, Emilio Izzo conferma: la manifestazione si farà. Anche senza il pieno sostegno delle istituzioni, anche contro la burocrazia cieca e sorda, Magna Storia andrà in scena. Perché – come ha ricordato nel suo sfogo – "questa non è solo una festa, è un atto di resistenza culturale".

A questo punto, la vera domanda è: cosa sta facendo il Comune per valorizzare – e non affossare – ciò che funziona? E soprattutto: quanto ancora dovranno lottare i cittadini per difendere la cultura dalla miopia amministrativa?

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