Portobello: la tragedia e la farsa del caso Tortora
di Giulia Zinedine Fuschino
La serie Portobello, per la regia di Marco Bellocchio, è interamente disponibile su Hbo Max. Un fantastico Fabrizio Gifuni vi permette di entrare nello stupore, sbigottimento e delusione di Enzo Tortore e di toccare con mano il suo dolore.
La storia, seguita fedelmente dagli sceneggiatori e Bellocchio, ripercorre l'ascesa di Tortora come conduttore televisivo Rai con la trasmissione Portobello, nata nel 1976. Questo show colorato, divertente, pieno di ospiti strani e che guarda all'Italia di allora con spirito farsesco, arriva a conquistare 28 milioni di telespettatori. Parallelamente al micro-cosmo televisivo, lo spettatore della serie segue Giovanni Pandico, esponente della Nuova camorra organizzata e fedelissimo di Cutolo, all'epoca entrambi in galera, e principale testimone d'accusa nel processo contro il celebre giornalista e conduttore televisivo. L'arresto di Enzo Tortora avviene al culmine del successo, nel 1983. Con l'accusa di essere un drogato e camorrista, sulla base di varie e fasulle dichiarazioni di vari fuoriusciti dalla NCO, viene condotto a processo e condannato a dieci anni di carcere e all'interdizione dai pubblici (in quanto eletto deputato europeo con il Partito Radicale). Come ben ricostruisce Bellocchio, l'istruttoria è basata sulle dichiarazioni di soggetti poco attendibili ma fatta con l'unico scopo di mostrare efficienza nella lotta alla camorra, che inizia dopo l'avvento di Cutolo come capo del sistema camorristico, la sua caduta e lo sfascio dell'impalcatura della NCO, che produce tutti questi "dissociati". Grazie alla tenacia di Tortora, nonostante l'infamia della stampa e della giustizia, nonché il silenzio della Rai per tutta la vicenda, viene assolto in Cassazione nel 1986 da tutte le accuse.
La serie in sei episodi ricostruisce e ripercorre minuziosamente tutte le fasi, si focalizza sulla vicenda professionale, umana e giudiziaria di Enzo Tortora, evidenziando come tutto ciò lo abbia umiliato, offeso e devastato in maniera irreversibile, sottolineando come la farsa sia stata messa in piedi ai fini di screditarlo professionalmente e politicamente; il ricorso a Pulcinella come chiave di lettura è un colpo di genio di Bellocchio per evidenziare proprio il teatrino che ha messo su la procura di Napoli con alcuni pentiti in cambio di privilegi e come questo teatrino sia diventata una tragedia umana. Lo spettatore empatizza con il protagonista messo di fronte ai fatti, privati e pubblici, grazie a un cast magistrale: Gifuni nel ruolo del protagonista, Lino Musella in quello di Pandico, Alessandro Preziosi e Fausto Russo Alesi come pm e Barbara Bubulova come Anna Tortora. Bellocchio porta lo spettatore per mano in un tunnel sempre più cupo, un inferno dantesco che culmina con l'uscita a riveder le stelle nel 1986 con l'ultima puntata di Portobello, dove Tortora dice: «Dove eravamo rimasti?».
C'è da chiederselo anche quarant'anni dopo, dove siamo rimasti? Seguite Portobello e potrete darvi risposta.




