Povertà, Italia sempre più fragile: oltre 13 milioni di persone in difficoltà

08.04.2026

L'allarme del Codacos: il Governo intervenga subito a sostegno di famigli, anziani e lavoratori poveri

Il Codacons lancia l'allarme sull'emergenza povertà in Italia dopo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, che certificano un quadro sociale ancora gravissimo e incompatibile con qualsiasi narrazione rassicurante sul reale stato del Paese. Nel 2025, infatti, sono circa 13 milioni e 265mila le persone a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 22,6% della popolazione: in sostanza, più di un italiano su cinque vive oggi in una condizione di forte fragilità economica.
Per il Codacons non si tratta di un semplice dato statistico, ma del segnale evidente di una crisi che colpisce ogni giorno famiglie, anziani, giovani, nuclei con figli e cittadini che, pur lavorando, non riescono più a sostenere il costo della vita. Lo stesso Istat rileva infatti che il rischio di povertà in senso stretto resta al 18,6%, coinvolgendo oltre 10,9 milioni di persone, mentre la quota di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale è salita al 5,2%.

"Di fronte a oltre tredici milioni di persone esposte al rischio di povertà o esclusione sociale - afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons - non siamo davanti a una normale difficoltà economica, ma a una vera emergenza nazionale che investe la tenuta sociale del Paese. Dietro questi numeri ci sono cittadini che non riescono a pagare bollette, affitti, spese alimentari, cure mediche e costi essenziali della vita quotidiana".

Il Codacons sottolinea come il lieve miglioramento registrato rispetto all'anno precedente non possa in alcun modo far abbassare la guardia, perché il dato resta enorme e continua a descrivere un'Italia dove milioni di persone vivono sul confine della vulnerabilità economica. Ancora più allarmante è il fatto che la fragilità colpisca in misura pesante anche chi ha un'occupazione, a dimostrazione di un impoverimento che non riguarda più soltanto le fasce tradizionalmente deboli, ma investe sempre più il ceto medio e il mondo del lavoro.
"Non basta più avere un lavoro per sentirsi protetti - prosegue Tanasi - perché il caro vita, il peso delle utenze, il costo dell'abitare, l'aumento dei prezzi dei beni essenziali e la compressione del potere d'acquisto stanno trascinando un numero crescente di famiglie verso una condizione di impoverimento reale. È su questo terreno che si misura la capacità delle istituzioni di stare davvero dalla parte dei cittadini".

Per il Codacons serve adesso una risposta immediata e concreta da parte del Governo, con misure straordinarie a sostegno dei redditi medio-bassi, interventi efficaci contro il caro energia, azioni sul fronte degli affitti, tutela rafforzata per pensionati e famiglie numerose, contrasto al lavoro povero e un piano serio per difendere il potere d'acquisto dei consumatori. Il rischio, avverte l'associazione, è che milioni di italiani vengano lasciati soli proprio mentre cresce il disagio sociale e si allarga la distanza tra costo della vita e capacità reale di spesa.
"Quando più di un italiano su cinque è esposto al rischio di povertà o esclusione sociale - spiega Tanasi - lo Stato non può limitarsi a registrare i numeri, ma ha il dovere di agire con urgenza, serietà e responsabilità. I cittadini hanno bisogno di protezione concreta, non di dichiarazioni di circostanza. Il Codacons continuerà a portare questa emergenza al centro del dibattito pubblico e istituzionale, chiedendo misure immediate a difesa delle famiglie italiane" - conclude Tanasi.

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