Quando una tenda diventa Politica: la protesta che ha rotto il silenzio su Isernia

12.01.2026

Il presidente della Regione, Francesco Roberti ha convocato per domani mattina, alle 10 a Palazzo Vitale, un incontro sulla riorganizzazione dell'ospedale di Isernia. E domenica 18 tutti in strada. Alle 17.00 da piazza Celestino V verso l'Ospedale. È ora che i molisani si sveglino e chiedano rispetto.

Quanta forza può avere una tenda. Apparentemente fragile, esposta al freddo e alle intemperie, eppure capace di smuovere coscienze, rompere equilibri, costringere il potere a uscire dai palazzi. Da quasi venti giorni quella tenda piantata davanti all'ospedale di Isernia non è solo un presidio: è diventata un simbolo. Un gesto politico nel senso più alto del termine, concreto, visibile, scomodo.

In molti – troppi – si sono affrettati a liquidare l'iniziativa del sindaco di Isernia, Piero Castrataro, come eccessiva, teatrale, inutile. In realtà è accaduto esattamente il contrario. Quella scelta ha avuto un impatto che nessun comunicato, nessuna conferenza stampa, nessuna dichiarazione di circostanza avrebbe mai potuto ottenere.

La tenda ha imposto il tema dell'ospedale di Isernia al centro del dibattito pubblico. Ha costretto tutti a parlarne, anche chi avrebbe preferito continuare a rinviare, minimizzare, confondere. Ha spinto le "minoranze" a bussare alle porte del Presidente della Regione. Ha riportato davanti a quell'ospedale una folla di cittadini, stanchi di promesse e di silenzi. Ha indotto molti sindaci della provincia a prendere finalmente posizione, rompendo una prudenza che somiglia troppo spesso alla rassegnazione. Ha stimolato la Conferenza dei Sindaci a tentare un sussulto di dignità istituzionale. Ha obbligato l'ASReM ad abbandonare l'astrattezza degli uffici e a confrontarsi con la realtà quotidiana di un servizio sanitario che perde pezzi.

Una tenda che spinge. Spinge persone, istituzioni, responsabilità. Spinge anche chi l'aveva criticata. Non è un dettaglio che il presidente della Regione, Francesco Roberti – tra i più scettici sull'iniziativa – abbia convocato per domani mattina, alle 10 a Palazzo Vitale, un incontro sulla riorganizzazione dell'ospedale di Isernia. Al tavolo siedono il sindaco Castrataro, il presidente della Conferenza dei Sindaci Daniele Saia, il presidente dell'ANCI Molise Gianfranco Paolucci, il direttore generale dell'ASReM Giovanni Di Santo, il commissario alla Sanità Marco Bonamico e il subcommissario Ulisse Di Giacomo. Se quell'incontro esiste, è anche – e soprattutto – perché qualcuno ha scelto di restare in tenda.

Ma la tenda non ha esaurito il suo compito. Non può farlo finché la sanità molisana resta una ferita aperta, finché il diritto alla cura continua a dipendere dal codice di avviamento postale. Per questo ora prova a spingere ancora: fuori dai palazzi, nelle strade, tra la gente. Domenica 18 gennaio, alle ore 17.00, una fiaccolata partirà da Piazza Celestino V per arrivare a Largo Cappuccini. Non una passerella, ma un atto collettivo di responsabilità civile.

È il momento che i molisani si sveglino. Che smettano di accettare decisioni calate dall'alto, rinvii infiniti, silenzi comodi e complicità servili. La sanità non è una concessione, è un diritto. E quando i diritti vengono compressi, una tenda può diventare più solida di un palazzo. Sta a tutti noi decidere se attraversarla distrattamente o fermarci, finalmente, a difendere ciò che ci appartiene.

©Produzione riservata

Segui la nostra informazione anche su Facebook, Instagram o unendoti al nostro gruppo WhatsApp e visita il nostro canale Youtube