Sanità, i Sindaci del Molise passano dalle proteste alle proposte: presentati gli emendamenti al disegno di legge nazionale
Dalle parole ai fatti. I Sindaci del Molise compiono un passo formale e politico nella vertenza sulla sanità regionale, presentando ufficialmente alla stampa, nella giornata di ieri 4 marzo, il pacchetto di emendamenti al disegno di legge nazionale di riordino del sistema sanitario.
La proposta, elaborata e approvata all'unanimità nella scorsa settimana, è stata illustrata nel corso della Conferenza dei Sindaci. Un passaggio non soltanto tecnico, ma fortemente simbolico: i primi cittadini scelgono di entrare nel merito delle regole che governano il sistema sanitario, indicando modifiche precise per correggere quelle che, a loro giudizio, penalizzano in modo strutturale i territori interni e montani.
Il dato politico più rilevante è l'unità. La proposta nasce da una condivisione piena tra amministratori di orientamenti diversi, accomunati dalla stessa preoccupazione: la progressiva perdita di servizi e presìdi nei piccoli centri, le difficoltà di accesso alle cure, il divario crescente tra aree urbane e zone periferiche.
Nel documento – messo nero su bianco e approvato senza voti contrari – i Sindaci non si limitano a denunciare criticità, ma avanzano soluzioni normative concrete. L'obiettivo dichiarato è introdurre correttivi che tengano conto della specificità demografica e geografica del Molise, regione caratterizzata da bassa densità abitativa e forte dispersione territoriale.
Negli ultimi mesi le amministrazioni locali avevano più volte sollevato il tema della sostenibilità del sistema sanitario regionale. Con la presentazione degli emendamenti si apre ora una fase diversa: la vertenza si sposta sul piano parlamentare.
"Non solo proteste, ma proposte" è il messaggio che emerge dalla Conferenza dei Sindaci. Una linea che punta a trasformare il malcontento diffuso in iniziativa istituzionale, affidando alla politica nazionale la responsabilità di tradurre le istanze territoriali in modifiche legislative.
La partita, a questo punto, passa ai rappresentanti molisani in Parlamento (finora latitanti) e alle forze politiche regionali. L'invito, esplicito, è a fare propri gli emendamenti e a sostenerli nel percorso di discussione del disegno di legge.
Il passaggio sarà un banco di prova significativo. La sanità resta il nodo centrale per il futuro della regione: servizi, mobilità sanitaria, tutela delle aree interne sono temi che incidono direttamente sulla qualità della vita e sulle prospettive di permanenza nei piccoli comuni.
Dai territori è arrivata una proposta unitaria e strutturata. Ora si misurerà la capacità della politica di trasformarla in una battaglia concreta per il Molise.




