Sanità Molise. È l’ora della Politica
Le cattive notizie di questi giorni rendono chiaro che la partita di gioca a Roma. E' tempo di scelte coraggiose
Dalla piazza alla tenda, senza soluzione di continuità. L'iniziativa del sindaco di Isernia, Piero Castrataro, prosegue dopo la grande fiaccolata che ha visto migliaia di persone scendere in strada per difendere il diritto alla salute. Una partecipazione forte, composta, trasversale, che ha dato voce a un disagio profondo e condiviso. Quella piazza non si è sciolta nel silenzio: si è trasformata in una presenza costante, in un presidio, in una responsabilità assunta fino in fondo.
È così che si arriva alla quarantesima notte in tenda. Non un gesto simbolico fine a se stesso, non una rappresentazione, ma la naturale prosecuzione di una mobilitazione popolare che chiede risposte. La tenda non sostituisce la piazza: la custodisce. E ne mantiene viva la domanda di verità.
Nelle ultime ore, purtroppo, sono arrivate due notizie che rendono quella domanda ancora più urgente e drammatica, certificando senza più alibi il fallimento di una gestione e l'assenza di una visione politica.
La prima: il collegio dei revisori ha espresso parere contrario al bilancio preventivo Asrem 2026, che prevede un'ulteriore perdita di oltre 19 milioni di euro. Non è solo un dato contabile. È un atto politico, perché racconta anni di scelte sbagliate, di rinvii, di incapacità di riformare un sistema ormai allo stremo. È la conferma che la sanità molisana non è semplicemente in difficoltà: è governata male.
La seconda notizia è altrettanto grave: i commissari hanno bocciato la proposta di "indennità gentile" per rendere attrattivi i nuovi concorsi, nonostante fosse corredata da tutta la documentazione necessaria e fondata su un modello già adottato con successo in altre regioni, come la Toscana. Una proposta concreta, già sperimentata, immediatamente attuabile. Eppure respinta.
A questo punto il dubbio non è più insinuazione, ma domanda politica legittima: perché ciò che è possibile altrove, in Molise diventa impraticabile?
Il problema non è tecnico, perché le soluzioni esistono. Il problema è politico.
Ed è per questo che verrà chiesto un parere ai ministeri competenti: per capire se questa regione debba continuare a restare ostaggio di un commissariamento che non risana, ma blocca; che non accompagna, ma paralizza.
La tenda resta. Non come protesta, ma come luogo di proposta. Come segno di una responsabilità che qualcuno ha scelto di assumersi, mentre altri continuano a tacere.
Ora però è arrivata l'ora della Politica. Di chi deve far sentire la propria voce a Roma. Di chi deve smettere di nascondersi dietro i pareri tecnici. Di chi è stato eletto per difendere il Molise, non per abituarsi al suo declino. Perché oggi il silenzio non è neutralità. È complicità.




