Sanità nelle aree interne, i Sindaci del Molise chiamano la politica all’assunzione di responsabilità
«Ora la politica dimostri di saper difendere davvero il diritto alla salute dei cittadini delle aree interne»
C'è una proposta concreta, scritta nero su bianco, che potrebbe incidere davvero sul futuro della sanità nelle aree interne. Arriva dai Sindaci del Molise, uniti oltre le appartenenze politiche, e porta anche la firma del sindaco di Cerro al Volturno, Remo Di Ianni, che nelle ultime ore ha preso posizione pubblicamente anche sui propri canali social per richiamare l'attenzione sul tema. Ora però la partita si sposta a Roma - e riguarda tutti i rappresentanti istituzionali molisani, senza distinzioni.
Dopo la Conferenza dei Sindaci si è discusso molto del ritiro del DCA n. 9 e della richiesta di superamento della struttura commissariale. Molto meno spazio, invece, è stato dato alla proposta di emendamenti al disegno di legge nazionale di riordino della sanità, elaborata proprio dai primi cittadini su sollecitazione parlamentare e approvata all'unanimità.
Non si tratta di un documento politico generico, ma di un intervento tecnico sulle norme che regolano l'organizzazione sanitaria. L'obiettivo è correggere meccanismi che, applicati senza adattamenti, rischiano di penalizzare in modo sistematico le regioni piccole, montane e con popolazione dispersa.
La relazione illustrativa sottolinea come l'applicazione rigida degli standard nazionali possa tradursi in una riduzione dei servizi essenziali nelle aree interne, con effetti diretti sull'effettiva possibilità per i cittadini di accedere alle cure.
Gli emendamenti chiedono criteri di valutazione diversi per territori con bassa densità abitativa, tempi di percorrenza elevati e difficoltà infrastrutturali. Tra i punti principali figurano la salvaguardia delle Guardie Mediche, il rafforzamento del sistema di emergenza-urgenza, l'introduzione di indicatori basati sui tempi reali di accesso ai servizi e una distribuzione delle risorse che tenga conto delle condizioni geografiche oltre che dei numeri.
È prevista anche una clausola per evitare riduzioni automatiche di reparti e presìdi nei territori più distanti dagli ospedali principali e l'obbligo di garantire continuità assistenziale nelle aree interne.
Misure che, se accolte, potrebbero incidere non solo sul Molise ma su tutte le regioni con caratteristiche simili.
Da qui l'appello alla politica regionale, nazionale ed europea: sostenere una proposta nata dai territori e costruita in modo unitario. Il tema supera gli schieramenti e riguarda la tenuta stessa dei servizi essenziali nelle zone interne del Paese.
«I Sindaci hanno fatto la loro parte con responsabilità e unità», ha scritto Di Ianni nel suo intervento pubblico. «Ora la politica dimostri di saper difendere davvero il diritto alla salute dei cittadini delle aree interne».
I Sindaci hanno fatto un passo avanti, mettendo da parte divisioni e interessi locali per presentare una linea comune. Ora la responsabilità passa ai parlamentari, agli esponenti regionali, europei e ai rappresentanti istituzionali molisani a ogni livello.
La questione è destinata a diventare un banco di prova politico: capire se esiste la volontà di difendere in modo concreto il diritto alla salute nelle aree più fragili o se la proposta resterà un'iniziativa isolata.
«Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive», ha ribadito il sindaco di Cerro al Volturno, sintetizzando il senso dell'iniziativa.
Perché, al di là delle formule legislative, il nodo resta uno: garantire servizi sanitari accessibili anche dove vivere è più difficile.




