Un Sud che non chiede sconti: il nuovo volume di Quaderni Meridionali tra archivi, verità e coraggio editoriale

30.03.2026

In Volume sarà presentato a Palazzo Cervetta a Mantova il prossimo 20 Aprile, alle ore 17.00

C'è un Sud che non vuole essere consolato, e che meno ancora accetta favole, indulgenze o scorciatoie narrative. È il Sud che Quaderni Meridionali continua a raccontare con una testardaggine quasi artigianale. E se oggi arriva in libreria il secondo volume della rivista, il merito è anche – soprattutto – del lavoro instancabile di chi l'ha voluta, modellata, difesa: il direttore editoriale prof. Mario Garofalo e il direttore responsabile prof. Paolo Scarabeo.

Garofalo, che sugli archivi ha costruito una militanza intellettuale, non è certo tipo da accontentarsi delle versioni comode. E questo volume infatti non consola: scava. Scarabeo, dal canto suo, lavora come un metronomo, garantendo ordine, rigore, coerenza editoriale in un progetto che, per natura, tende a esplodere in molte direzioni. A loro si aggiunge un comitato scientifico che non fa da cornice, ma da motore: mesi di revisioni, confronti serrati, letture incrociate, un lavoro serio – quello vero – che raramente finisce sotto i riflettori, e che invece qui va riconosciuto.

Il volume affonda le mani nelle stratificazioni storiche del Mezzogiorno, e soprattutto rimette sul tavolo la famigerata "questione meridionale". Non come vezzo accademico, ma come strumento: una lente che permette di leggere poteri, subalternità, resistenze. Dopo un primo numero dedicato alle fonti, questo secondo capitolo punta dritto agli effetti che la ricerca archivistica esercita sulle categorie storiografiche. E le carte – notarili, giudiziarie, catastali, monastiche, amministrative – fanno quello che ci si aspetta da chi dice la verità: rompono gli schemi, incrinano certezze, rivelano contraddizioni.

Il Sud che emerge non è un museo, ma un campo di forze in movimento: contadini, élites locali, poteri ecclesiastici, amministrazioni, criminalità organizzata, città portuali e paesi interni intrecciano una trama viva, conflittuale. Le ricerche su feudi rustici, controversie giurisdizionali e platee monastiche mostrano come l'accesso alla terra e ai diritti sia sempre stato questione di rapporti di forza. Altro che immobilismo: qui c'è un mondo che negozia, si oppone, si adatta.

Il volume rilegge Gramsci, Salvemini, Dorso – i totem della questione meridionale – con la spietatezza delle fonti. E le fonti, si sa, non hanno il gusto della diplomazia: confermano, complicano, smentiscono. Subalternità, sperequazioni fiscali, responsabilità delle classi dirigenti e complicità con il potere centrale emergono con contorni netti. Ma emergono anche i conflitti interni, le fratture tra città e campagne, gli spazi di autonomia delle comunità locali.

Una parte cruciale è dedicata al rapporto – sempre delicato, spesso torbido – tra Stato e violenza. Polizie, repressioni, tribunali straordinari, alleanze opache tra politica e criminalità: un potere che spesso si costruisce non per il popolo, ma contro una parte di esso. Le rivolte popolari, in questo quadro, diventano momenti di verità: il linguaggio religioso si fa strumento di giustizia e legittimazione per comunità lasciate ai margini.

Accanto alla violenza armata c'è quella, silenziosissima, dei documenti: falsi, genealogie, privilegi, leggende di fondazione. È qui che il passato viene modellato per consolidare gerarchie. Araldica civica, architettura sacra, toponomastica e memoria dei luoghi compongono mappe simboliche che rivelano strategie di rappresentazione e resistenza.

Lo sguardo poi si allarga al Mediterraneo: rotte, identità ibride, porti, commerci. Il Sud non come periferia immobile, ma come snodo di scambi, dipendenze economiche, gerarchie globali in mutamento.

Alla fine, questo volume è una dichiarazione programmatica: rigore delle fonti, esercizio del pensiero, zero nostalgia, zero assoluzioni, zero retorica. È il tentativo – serio, necessario – di riportare il Mezzogiorno alla sua natura reale: un campo aperto, conflittuale, capace di mettere al centro potere, risorse, diritti, dignità.

Merito di una squadra che non molla, e che ha deciso che il Sud non debba più essere raccontato come una parentesi.

Il nuovo volume di Quaderni Meridionali è disponibile online ed è acquistabile anche tramite Carta del Docente: https://amzn.eu/d/0eaYBD13

©Produzione riservata

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