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Il mio presepe

Nell’aria c’è profumo di nuovo,di qualcosa che inizia.Sento voci umane, voci di stupore, canti di angeli e vagiti di bambini.Il pensiero corre alla grotta di Betlemme.Rivedo idealmente la scena.Rifletto e pongo gli attorial posto giusto, i pastori, i magi, i curiosi,le pecorelle. Anch’io sono lì,per esserci, per guardare. Il presepe non è maiquello dell’anno precedente.La stella è fissa, fissi sono gli angeli,
la grotta e la mangiatoia.Anche Giuseppe e Maria
non mancano mai, coi loro sguardia fissare la scena del mistero.Diversa è invece la posizione di tutti gli altri, perché diversaè la storia di ognuno. Come è importante la distanza,da essa dipendela vista di quel batuffolo,e la scoperta del suo volto. Il mio posto è alquanto lontano,una sorta di nebbia non mi lascia vedere.Come vorrei essereaccanto a quella mangiatoia,ma lo so, quei due posti davantisono riservati al bue e all’asinello.

Il mio presepe