La lezione di Gragnano... da raccogliere per imparare

06.09.2022

Mai un messaggio importante come quello contro il bullismo dovrebbe essere ostacolato o vestire i colori della politica

Il bullismo è uno di quei mali che consumano silenziosamente la nostra società e si veste di volta in volta di abiti diversi. A volte i colori di questo abito sono più visibili, altre volte - troppo volte - sono colori che si confondono tra gli altri, fino a mimetizzarsi... e così accade che in classe a suola c'è il ragazzo un po' più introverso, bersagliato dai compagni al suon di "ma tanto stavamo scherzando"... così accade alla partitella tra amici dove c'è quello meno bravo e quindi "tu aspetta in panchina, giochi dopo"... così accade - e purtroppo sempre più frequentemente - che i Social diventino il canale di diffusione di questo male così viscido... che diventa così cyber bullismo.

Alessandro 13 anni è l'ultima vittima di questa ondata di male che si propaga silenziosamente. E' una vicenda di qualche giorno fa, che ha molto, molto da dirci. Che da Gragnano diffonde un messaggio universale.

Il branco agisce soprattutto in chat, messaggi di odio, cattiveria, incitamento al suicidio, c'è di tutto contro questi ragazzi che non hanno il coraggio di parlare, o spesso non sono ascoltati, compresi. Finisce in tragedia, si getta da 15 metri mettendo fine a quelle voci, quegli sguardi di cattiveria gratuita. Come Alessandro, Michele, ma la lista è davvero infinita... è ora di aiutare i nostri giovani... Prima di tutto ascoltandoli, aiutandoli nel dialogo, la famiglia dovrebbe essere il loro primo rifugio, spesso invece è proprio lì che nasce il disagio. Secondo luogo è la scuola, i docenti grazie all'educazione civica potranno trattare questi argomenti e confrontarsi con i loro studenti. 

Poi ci sono tante Associazioni che hanno a cuore questo tema, che provano a proporsi come compagni di viaggio di tanti ragazzi che a vario titolo sono vittime della prepotenza e dell'ignoranza di altri.

Non dovrebbe mai accadere che chi si spende per un problema così importante e diffuso venga ostacolato o messo in condizione di non poter proporre il suo messaggio nel migliore dei modi perché possa avere la maggiore risonanza possibile.

A Venafro, pochi giorni fa l'Associazione "Stop Bullismo ODV" ha proposto uno spettacolo, nato da un testo della scrittrice Greta Rodan. Uno spettacolo molto bello dal titolo "Nei miei panni", evento patrocinato dal Comune di Venafro, dalla locale Pro Loco e appunto dall'Associazione Stop Bullismo ODV.

Un monologo molto interessante che racconta il bullismo da due punti di vista, quello del bullo e quello del bullizzato, due facce della stessa medaglia di disagio da indagare e comprendere, cercando anche di capire quale sia il ruolo degli adulti. 

Vi abbiamo già parlato (qui) nei giorni scorsi della difficoltà incontrata per la realizzazione dello spettacolo, e di come sia stato negato alla Pro Loco il permesso di usare il Castello Pandone come sfondo per lo spettacolo, - problema ancora più incomprensibile oggi, avendo visto ieri sera lo spettacolo (bellissimo) in onore di Lucio Dalla sulla stessa piazza e con lo sfondo del Castello - ma in realtà le difficoltà sono state di ben altro tenore e mai avremmo voluto leggere la corrispondenza che abbiamo letto e sentire quanto l'Associazione Stop Bullismo ODV ci ha raccontato in merito.

Già qualche quotidiano locale, il giorno dopo, aveva fatto notare come pesante fosse l'assenza dell'Amministrazione, che pure era tra i soggetti proponenti avendo dato il patrocinio all'iniziativa... assenza che, quali che siano le ragioni, avrebbe dovuto essere evitata ad ogni costo, proprio per dire ai ragazzi di Venafro che di messaggi di questo genere - anche e soprattutto in considerazione di quanto accaduto durante le giornate dello Youth Camp organizzato dalla Diocesi - hanno un grandissimo bisogno: "Noi ci siamo"! Ma c'è dell'altro...

Lo spettacolo era stato programmato e annunciato nel Verlasce... uno scenario che lo avrebbe certamente esaltato e che sarebbe stato "didatticamente" il più idoneo... ragioni che dapprima la Soprintendenza pare avesse compreso e sposato, salvo poi preventivare agli organizzatori una spesa di diverse centinaia di Euro. Di qui la decisione di spostarlo in Piazza De Curtis, salvo imbattersi in una serie interminabile di cavilli burocratici fino all'ultimo momento, anche con la richiesta di documenti e spese (non previste per legge nazionale) poi risultati non più necessari... e fino alla inspiegabile negazione del permesso di avere il Castello come sfondo.

Mai vorremmo pensare che le ragioni delle tante difficoltà incontrate per proporre lo spettacolo risiedano nell'appartenenza politica diversa... mai vorremmo pensare che un messaggio così importante sia stato volutamente posto al di sotto delle ragioni "politiche"... ci piace voler pensare ad un equivoco... ad un malinteso... a qualunque cosa purché non una scelta!

A noi, francamente sarebbe piaciuto tanto vedere quello spettacolo tra quelli di punta nel calendario dell'Estate Venafrana e... perché no... magari sul prestigioso palco del Laghetto... il messaggio avrebbe certamente meritato tanto prestigio... la penna di Greta Rodan altrettanto e gli artisti che si sono esibiti non di meno.

Temi così importanti non possono avere i colori di bandiere... devo obbligatoriamente trovarci tutti uniti e alleati nella stessa battaglia: la difesa della vita di tanti ragazzi!

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