Citizen Vigilante, il nuovo film manifesto della destra
Vorrei scrivere e parlare esclusivamente di capolavori del cinema e film che hanno cambiato la storia e influenzato profondamente la società ma credo che in questo caso fosse doveroso esporre il mio pensiero sul caso mediatico del momento: Citizen Vigilante.
Pellicola diretta, prodotta, scritta e, per completare in bellezza (si fa per dire), curata dal punto di vista fotografico dal genio incompreso del cinema contemporaneo: Uwe Boll.
Inizialmente, l’autorità tedesca per la classificazione (FSK) aveva rifiutato di assegnargli una classificazione, sostenendo che l’opera potesse incitare alla violenza contro i migranti. Senza una classificazione, un film non può essere distribuito e pubblicizzato normalmente nelle sale tedesche, motivo per cui Boll ha parlato di “censura”. Successivamente, sempre la FSK, ha assegnato al film il divieto ai minori di 18 anni, consentendone la distribuzione nelle sale previa suddetta limitazione.

Non ci sarebbe stata tutta questa rilevanza mediatica se il tecnocrate Elon Musk, nonché l’uomo più ricco al mondo, non avesse pubblicato sul suo profilo X il link per vedere “Citizen Vigilante” gratuitamente con a seguire diversi post nei quali elogiava il film di Boll.
Ciò ha costituito motivo di indignazione da parte di molti che invece lo hanno apprezzato e ne hanno fatto il loro film manifesto, tra questi soprattutto esponenti di destra e centro destra che ne parlano come di un film rivelatore e censurato proprio perché portatore di un messaggio scomodo per la sinistra.
“Welcome to Favelas”, la nota pagina social che negli ultimi tempi è diventata uno degli strumenti di propaganda della destra, ha organizzato una proiezione a Tor Bella Monaca lo scorso lunedì 13 luglio con tanto di dibattito a proposito del seguente tema: “Cittadinanza attiva o giustizia privata?”.
Il protagonista della storia è Michael Sanders, un miliardario americano, interpretato da Armie Hammer in una delle sue peggiori performance di sempre.
Sanders è un cosiddetto “vigilante” che si pone il compito di fare giustizia privata in un’Europa non ben definita e ha come obiettivo l’eliminazione di criminali e funzionari corrotti, ma molti dei suoi bersagli sono migranti.
Troppo ci sarebbe da dire su questo disgustoso, ripugnante ed abietto film che potrebbe essere uno strumento di tortura alla pari della “Cura Leonardo” in “Arancia Meccanica” di Kubrick.
Partendo dalla caratterizzazione del personaggio principale, che è sempre vestito di nero e spesso indossa un cappotto lungo, stile capo delle SS, che ricorda Greg Bovino, ex dirigente dell’I.C.E. Sempre pettinato, preciso e senza nulla fuori posto, sembra non sudare mai e ha una serietà marmorea che non viene scalfita nemmeno durante la terribile scena di sesso nel bordello.
Passando poi alle scene più importanti, la pellicola si apre con un ragazzo di colore che sgozza a sangue freddo una signora appena uscita dal supermercato con suo figlio. Episodio che non ha nessuna importanza a livello narrativo ma serve semplicemente a darci un assaggio di quel razzismo che permea tutto il lungometraggio.
Segue una sequenza in cui Sanders sventa uno stupro in un bar, scambiando i bicchieri con all’interno del narcotico in modo da farli bere ai due ragazzi invece che alle due donne ma, essendo quest’ultimi bianchi, il nostro eroe li lascia vivere recitando loro una lezioncina.
Il vigilante poi, parlando con un suo sottoposto che gli dice che il governo vorrebbe affittare ad alcuni migranti alcuni dei suoi appartamenti a prezzo ridotto, dice con fermezza: “Fateli pagare a prezzo pieno”.
La missione principale di Sanders è rendere giustizia alla famiglia di una ragazza che è stata stuprata, stranamente, da un gruppo di ragazzi immigrati e, dato che il giudice li lascia in libertà, lui prima elimina il giudice e poi tutti i presunti perpetratori dello stupro, compresa l’intera famiglia di uno di questi.
La “grande opera” di Boll è colma di scene di questo tipo e sono sicuro che elencarle tutte sarebbe straziante per voi come lo è stato per me guardare “Citizen Vigilante” che dal punto di vista tecnico è, a dir poco, pessimo, gremito di scavalcamenti di campo, un numero infinito di scene riciclate e riproposte inutilmente, musiche che ricordano quelle copyright free di youtube, stacchi che non fanno altro che disorientarti e, per finire, effetti speciali ridicoli. Questo basterebbe per affermare che sia uno dei peggiori prodotti cinematografici di sempre, ma a ciò si aggiunge tutto il razzismo, la xenofobia e l’essere fascista di questa orribile creatura che non poteva non essere che di Uwe Boll.
Per restituire a voi lettori la sensazione che si ha guardando questo film, potrei dire che è come incontrare al bar del paese gli anziani leghisti al sesto bicchiere che ti espongono le loro teorie per 89 minuti.
Consiglierei agli esponenti della destra di evitare di proporlo come loro “manifesto”, essendoci molte altre opere, anche di grandi registi, che potrebbero rappresentare le loro idee in maniera almeno più presentabile di questa turpitudine deplorevole.