Isernia, la rivolta del 1860 e il brigantaggio in Molise al centro di un convegno storico
Sabato 17 ottobre, alle ore 18, la Camera di Commercio ospiterà un incontro di studi dedicato a una delle pagine più controverse del Risorgimento. Storici e studiosi approfondiranno la reazione antiunitaria e antipiemontese che interessò la città nell'autunno del 1860.
La Fondazione Il Giglio-ETS, l'Accademia Napoletana di Studi Storici e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio promuovono un incontro dedicato alla rivolta antiunitaria del 1860 e al brigantaggio. In programma gli interventi di cinque studiosi e la presentazione di una pubblicazione che raccoglie i contributi del convegno del 2025.
La storia dell’Unità d’Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, continua a offrire occasioni di studio e confronto su avvenimenti che hanno segnato profondamente la vita delle comunità locali. Tra questi occupa un posto significativo la rivolta che interessò Isernia tra il settembre e l’ottobre del 1860, nel pieno dei rivolgimenti politici e militari che accompagnarono la fine del Regno delle Due Sicilie e la nascita dello Stato unitario.
A questa vicenda e al fenomeno del brigantaggio in Molise sarà dedicato il convegno di studi in programma sabato 17 ottobre, alle ore 18, presso la Camera di Commercio di Isernia, in Corso Risorgimento 302. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Il Giglio-ETS, dall’Accademia Napoletana di Studi Storici e dalla delegazione del Molise del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Al centro dell’incontro ci saranno gli avvenimenti che, a partire dal 20 settembre 1860 e nel corso del successivo mese di ottobre, videro Isernia protagonista di una reazione antiunitaria e antipiemontese. Una vicenda che si inserisce nel complesso processo di unificazione nazionale e che consente di approfondire le tensioni politiche e sociali vissute dai territori meridionali durante il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al nuovo assetto istituzionale.
Il convegno offrirà l’occasione per tornare su quegli avvenimenti attraverso il contributo di studiosi che, da prospettive differenti, si occupano della storia del Mezzogiorno e delle trasformazioni che accompagnarono il Risorgimento. Particolare attenzione sarà riservata anche al brigantaggio, fenomeno che interessò profondamente il Molise e altre regioni meridionali negli anni dell’unificazione, intrecciando questioni politiche, economiche e sociali. La ricostruzione di quel periodo richiede infatti di considerare non soltanto le decisioni dei governi e le operazioni militari, ma anche le condizioni di vita delle popolazioni, le appartenenze politiche e le aspettative che accompagnarono un cambiamento destinato a modificare profondamente gli equilibri del territorio.
Interverrà Antonella Grippo, storica e autrice del libro 1861. La storia del Risorgimento che non c’è sui libri di storia, pubblicato da Sperling & Kupfer. Accanto a lei sarà presente don Giuliano Lilli, coautore del saggio La reazione di Isernia nel 1860, dedicato alla ricostruzione degli avvenimenti che coinvolsero la città. Contribuiranno al confronto anche Giulio de Jorio Frisari, delegato vicario del Molise del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Giancarlo Rinaldi, dell’Accademia Napoletana di Studi Storici, e Marina Carrese, della Fondazione Il Giglio-ETS.
Nel corso dell’incontro sarà inoltre presentato il quaderno La reazione di Isernia nel 1860 – Appunti per la verità della Storia, una pubblicazione che raccoglie gli interventi del convegno svoltosi nel 2025 e che rappresenta un ulteriore contributo all’approfondimento di questa pagina della storia locale.
L’appuntamento del 17 ottobre si inserisce così in un percorso di ricerca e divulgazione che pone al centro Isernia e il Molise, territori la cui storia costituisce parte integrante delle vicende nazionali. Tornare a esaminare gli avvenimenti del 1860 significa anche interrogarsi sulle diverse esperienze attraverso le quali le popolazioni meridionali vissero il processo unitario, evitando di ridurre una stagione particolarmente complessa a interpretazioni schematiche o contrapposizioni ideologiche. È proprio nel confronto tra documenti, testimonianze e letture storiografiche che diventa possibile comprendere meglio le ragioni di quanti parteciparono a quegli avvenimenti e il contesto nel quale maturarono.
A oltre un secolo e mezzo di distanza, la vicenda di Isernia continua dunque a rappresentare un importante terreno di indagine, non soltanto per gli studiosi del Risorgimento, ma anche per una comunità chiamata a conoscere e custodire la propria memoria storica. Una memoria che acquista valore quando viene approfondita con rigore, nella consapevolezza che la storia di un territorio non può essere separata da quella più ampia del Paese al quale appartiene.