Le tre soglie del giornalismo: il nostro Direttore Paolo Scarabeo relatore per l’Ordine dei Giornalisti
Dopo gli incontri dedicati alla Carta di Milano e alla Carta di Treviso, lunedì 12 ottobre, alle ore 10, un nuovo appuntamento formativo online per approfondire il rapporto tra etica, vigilanza e monitoraggio. Al centro del corso la responsabilità deontologica, il ruolo degli organismi di controllo e le sfide dell'informazione contemporanea.
Dalla necessità di una nuova coscienza deontologica all'equo compenso, dall'attività del CORECOM alle responsabilità dell'informazione politica, religiosa, sanitaria e sportiva. Il percorso, affidato al nostro Direttore, proporrà anche l'analisi di casi reali e un confronto sulle questioni che interrogano quotidianamente la professione giornalistica.
Dopo i corsi di formazione dedicati alla Carta di Milano e alla Carta di Treviso, il nostro Direttore, Paolo Scarabeo, torna a incontrare i colleghi giornalisti in occasione di un nuovo appuntamento formativo per l’Ordine dei Giornalisti. Lunedì 12 ottobre, alle ore 10, sarà infatti il relatore del corso online dal titolo “Le tre soglie del Giornalismo: etica, vigilanza e monitoraggio”, un percorso di approfondimento che affronterà alcune delle questioni più significative della professione, dalla responsabilità deontologica alla tutela della dignità delle persone, fino al ruolo degli organismi di vigilanza e alle specificità dei diversi settori dell’informazione.
Al centro dell’incontro vi sarà una domanda che riguarda direttamente l’identità professionale del giornalista: la deontologia deve essere considerata semplicemente un insieme di obblighi da rispettare oppure rappresenta, prima ancora, una responsabilità da assumere nei confronti delle persone e della società? Un interrogativo tutt’altro che teorico, soprattutto in un tempo nel quale la rapidità della comunicazione, la moltiplicazione delle fonti e la crescente influenza delle piattaforme digitali stanno modificando profondamente il rapporto tra informazione, verità e opinione pubblica.
Il corso prenderà avvio proprio da una riflessione sul significato e sul senso della deontologia professionale, approfondendo i diversi modi di concepirla e la necessità di promuovere una nuova coscienza deontologica. L’obiettivo sarà quello di andare oltre una lettura esclusivamente normativa delle regole professionali, per interrogarsi sul valore etico delle scelte che ogni giornalista è chiamato quotidianamente a compiere. La correttezza dell’informazione, infatti, non si esaurisce nell’osservanza formale delle disposizioni, ma richiede consapevolezza delle conseguenze che una notizia, una parola o una rappresentazione della realtà possono produrre nella vita delle persone.
Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra etica della comunicazione ed etica dell’informazione, due dimensioni strettamente connesse ma non perfettamente sovrapponibili. Comunicare significa entrare in relazione con altri soggetti, mentre informare comporta anche la responsabilità di selezionare, verificare e contestualizzare fatti destinati a contribuire alla formazione dell’opinione pubblica. In questa prospettiva sarà proposto anche un decalogo per il comunicatore, quale strumento di riflessione sui principi che dovrebbero orientare l’esercizio della professione.
Tra gli argomenti affrontati troverà spazio anche il tema dell’equo compenso, questione che investe non soltanto la tutela economica dei professionisti, ma anche la dignità del lavoro giornalistico e le condizioni necessarie per garantire un’informazione autonoma e di qualità. La precarietà professionale e il riconoscimento del valore del lavoro intellettuale costituiscono, infatti, aspetti che non possono essere separati dalla riflessione sulla responsabilità e sull’indipendenza di chi informa. Un giornalismo che voglia esercitare pienamente la propria funzione democratica deve poter contare su professionisti ai quali siano riconosciute condizioni di lavoro adeguate alla delicatezza del compito svolto.
La seconda parte dell’incontro sarà dedicata agli organismi e agli strumenti di vigilanza e monitoraggio, con un approfondimento sul TUMSAR e sul CORECOM. Sarà l’occasione per esaminare il ruolo delle strutture chiamate, nei rispettivi ambiti di competenza, a contribuire alla tutela delle regole e al corretto funzionamento del sistema della comunicazione, evidenziando il rapporto tra libertà dell’informazione, garanzie e responsabilità.
L’ultima parte del corso entrerà nel merito di quattro specifici settori dell’attività giornalistica: l’informazione politica, religiosa, sanitaria e sportiva. Ambiti differenti, accomunati dalla necessità di adottare particolare attenzione nella scelta delle fonti, nell’utilizzo del linguaggio e nella rappresentazione dei fatti. Dalla distinzione tra cronaca e propaganda alla corretta interpretazione dei fenomeni religiosi, dalla delicatezza delle notizie riguardanti la salute alla responsabilità del racconto sportivo, saranno affrontate alcune delle questioni che quotidianamente mettono alla prova la preparazione e la sensibilità dei professionisti dell’informazione.
La metodologia didattica prevede una lezione frontale online, accompagnata dall’analisi di casi reali, per favorire un collegamento diretto tra i principi teorici e le situazioni concrete nelle quali i giornalisti si trovano a operare. L’incontro si concluderà con una discussione guidata, durante la quale i partecipanti potranno confrontarsi sulle problematiche affrontate e sulle implicazioni professionali dei temi trattati.
Per QuintaPagina.eu, la partecipazione del proprio Direttore a questo nuovo appuntamento formativo rappresenta anche un’occasione per richiamare l’attenzione su una concezione del giornalismo che la nostra testata cerca di tradurre quotidianamente nella propria attività editoriale: un’informazione attenta ai fatti, rispettosa delle persone e consapevole della propria funzione pubblica. Una prospettiva che trova un elemento di continuità anche nei precedenti incontri dedicati alla Carta di Milano, con le sue disposizioni sul trattamento delle informazioni riguardanti detenuti ed ex detenuti, e alla Carta di Treviso, punto di riferimento per la tutela dei minori nell’attività giornalistica.
Il filo conduttore di questi percorsi è il riconoscimento della centralità della persona, che non può essere sacrificata alle esigenze della notizia o alla ricerca di visibilità. La libertà di informare costituisce uno dei fondamenti della vita democratica, ma il suo esercizio richiede una preparazione professionale che sappia coniugare il diritto dei cittadini a conoscere i fatti con il rispetto dei diritti individuali.
In un contesto nel quale chiunque può pubblicare e condividere contenuti, la professionalità del giornalista continua a distinguersi soprattutto per il metodo, la verifica delle fonti, la capacità di interpretare la complessità e l’assunzione di una responsabilità riconoscibile nei confronti dei lettori. È proprio su questa responsabilità che il corso intende sollecitare una riflessione, nella convinzione che la credibilità dell’informazione dipenda tanto dalla qualità delle notizie quanto dalla coscienza professionale di chi le racconta.