Giornata Internazionale contro l’abuso di droghe e il traffico illecito
Si è celebrata lo scorso 26 giugno. La riflessione di Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, su una delle più grandi emergenze sociali e democratiche del nostro tempo
Le ricorrenze delle Giornate Internazionali, in questo momento storico così travagliato e per molti versi drammatico, rischiano l’irrilevanza. Anche quella di oggi, dedicata alle dipendenze, può risolverei in uno stantio esercizio di retorica inconcludente.
I dati nazionali, europei e internazionali parlano chiaro: le dipendenze, sia da sostanze sia da comportamenti, sono diventate una delle più grandi emergenze sociali e democratiche del nostro tempo, colpiscono tutte le fasce sociali, attraversano ogni età e condizione. Lo spettro delle dipendenze si è ampliato da quelle classiche, dovute al consumo di sostanze (tradizionali e chimiche), a quelle, altrettanto dannose, comportamentali, ad esempio dovute all’uso in internet e al gioco d’azzard). In silenzio, si bruciano intere vite umane e le nuove generazioni sono seriamente a rischio.
Nel frattempo, le narcomafie sono sempre più ricche, potenti e collusive: agiscono su scala globale e locale, si arricchiscono agendo con una violenza inaudita, rovinano la vita e la dignità delle persone, condizionano le stesse istituzioni politiche ed economiche.
Dalla mia esperienza prima nel Volontariato e poi in Parlamento, nella Commissione sulla Salute e le Politiche Sociale e nella Commissione Antimafia, ho maturato alcune idee e proposte di prevenzione e cura delle dipendenze, così come per la lotta alle mafie, da cui traggo alcune proposte concrete:
- inserire almeno 5.000 nuovi operatori nei SerD, prima che uno dei migliori servizi pubblici in Europa venga definitivamente indebolito. La stessa legge Lumia, che ha consentito di realizzare la Rete integrata dei Servizi Pubblici e del Privato Sociale, andrebbe aggiornata e rilanciata;
- istituire la specializzazione universitaria sulle dipendenze, per formare professionalità adeguate a una sfida sempre più complessa. Abbiamo bisogno di valorizzare le competenze maturate in questi anni sul campo per consentire un salto di qualità nella formazione universitaria intorno alle dipendenze;
- rafforzare e sostenere tutti i soggetti educativi, a cominciare dalla scuola e dal volontariato, in grado di fornire un supporto alle nuove generazioni per renderle capaci di vivere emozioni, relazioni e percorsi professionali liberanti delle proprie energie e aspirazioni;
- destinare almeno il 70% delle risorse confiscate alle mafie al rafforzamento della rete integrata dei servizi per le dipendenze. Le risorse attuali sono del tutto insufficienti. Abbiamo bisogno di investire in questo settore per affrontare le sfide attuali con progettualità adeguate.
- costituire, presso la Procura Nazionale Antimafia e la Procura Europea, un pool qualificato di specialisti nella lotta al narcotraffico e, soprattutto, al riciclaggio dei capitali illeciti. Abbiamo professionalità pronte a colpire al cuore il narcotraffico ma ancora si opera secondo lo schema dell’antimafia “del giorno dopo”, piuttosto che quella più vitale ed efficace “del giorno prima”;
- attribuire all’ONU strumenti operativi efficaci per sostenere, nei Paesi produttori, la conversione delle coltivazioni destinate alle droghe e per contrastare il traffico e il riciclaggio. Non basta la pur necessaria repressione della coltivazione delle piante di cannabis, coca e papavero da oppio, ma abbiamo bisogno di rendere le colture agricole alternative convenienti e in grado di soddisfare i bisogni vitali di chi viene attratto o costretto a produrre per conto dei narcotrafficanti;
- rafforzare le Comunità Terapeutiche e i Servizi di Prossimità, garantendo risorse e strumenti adeguati per migliorare la prevenzione, la cura e il reinserimento sociale e lavorativo. Hanno raggiunto un livello altissimo di qualità e capacità che potrebbero portare a benefici positivi.
In sostanza, solo affrontando con consapevolezza e al contempo la domanda di droga, l’offerta criminale e il potere economico delle narcomafie sarà possibile costruire una risposta all’altezza della sfida che ci è richiesta.v