Attualità LEGGE ELETTORALE. La nota di Micaela Fanelli, consigliera regionale del Partito Democratico del Molise

Il Molise senza preferenze, grazie Giorgia Meloni!

La proposta di riforma elettorale e il meccanismo dei capilista bloccati, denuncia Fanelli, rischiano di cancellare di fatto le preferenze in Molise, dove i pochi seggi disponibili renderebbero ininfluente il voto espresso sugli altri candidati.

«In Molise chi raccoglie più preferenze può restare a casa: il centrodestra priva ancora una volta i cittadini della possibilità di scegliere davvero chi li rappresenta in Parlamento».

Il dibattito sulla legge elettorale, come sempre nella nostra regione, si connota di tratti unici. Sì, perché l’attuale proposta, che verosimilmente verrà varata dal governo di centrodestra a giorni, per il Molise registra una peculiarità: sostanzialmente da noi le preferenze non ci sono. Il dibattito di oggi non ci riguarda! La proposta di legge elettorale prevede infatti che i capolista siano scelti dai partiti e siano “bloccati”, ossia nomi già scritti sulla scheda senza possibilità di scelta da parte dell’elettore. In Molise, essendoci solo due eletti per la Camera e due per il Senato, ed essendo il sistema proporzionale, entreranno verosimilmente i capolista bloccati dei primi due partiti che otterranno più voti. Ci saranno gli altri nomi scritti sulla scheda fra i quali poter scegliere, ma sarà una scelta senza conseguenze: le preferenze si potranno esprimere come nelle altre regioni, ma da noi tale scelta non servirà a nulla poiché tali candidati non potranno essere eletti. Ecco perché, come spesso succede, facciamo eccezione, e l’eccezione è ovviamente negativa: da noi è come se le preferenze non esistessero.

Sommiamo le criticità. A livello nazionale Giorgia Meloni sta prendendo in giro gli italiani, avendo detto di aver previsto le preferenze pur sapendo bene che il capolista bloccato e il listino non le prevedono. Il centrodestra ha bocciato la proposta del PD che stabiliva di poter esprimere la preferenza anche sul capolista. Ma Giorgia Meloni, il senatore Della Porta e tutto il cerchio di Fratelli d’Italia e alleati hanno determinato un effetto ulteriormente perverso e negativo per il Molise: da noi le preferenze sostanzialmente non esistono. Mettere una croce sui nomi che seguono il capolista sarà un mero esercizio di stile, perché il candidato che segue il capolista – ovvero colui che otterrebbe più preferenze – non potrà mai essere eletto. E dunque? In Molise chi prende più preferenze, chi viene più votato dal popolo, resta a casa! Che presa in giro perfetta! Grazie al centrodestra siamo la regione nella quale il popolo non può dire la sua sugli eletti. E poi ci stupiamo se gli elettori non vanno a votare! Ancora una volta diciamo quindi grazie alla filiera di centrodestra! Quella che non fa il “decreto Molise” per la sanità, che non salva Stellantis e la Gigafactory, che si dimentica dei ponti crollati e dei treni che non arrivano, e che non ci consente neanche di poter scegliere chi ci rappresenta. Eh già, perché sia mai che chi rappresenta i molisani dica qualche verità sull’abbandono di Roma verso il nostro Molise!