Bulli o disperati?
Se stiamo bene perché stiamo da soli, non vuol dire che siamo più liberi di altri: vuol dire che c'è qualche problema!

A intervalli regolari la cronaca è interessata dal fenomeno dilagante del bullismo. Ormai a scadenza quasi quotidiana la nostra attenzione è attratta, malamente, da notizie per le quali adolescenti o semi adolescenti danno vita a scene di violenza, in questo tempo caratterizzato dalla pandemia più volte abbiamo assistito a servizi nei telegiornali in cui si parlava di ragazzi eo adolescenti che si sono ritrovati in piazza per dar vita e vere e proprie risse, ma non solo, e ne siamo tristemente preoccupati, tutti, a vario titolo. Senza trascurare poi quanto accade sulla rete con il cyber bullismo.
Per non parlare, come mi è capitato in questi giorni, di apprendere di adulti, magari “educatori”, che bullizzano i più piccoli, magari propri alunni, ridicolizzandoli davanti all’intera classe. Indice chiaro del fatto che non contenti di aver toccato il fondo, abbiamo iniziato anche a scavare.
Ed è nata, per così dire, una sorta di ‘gara’ tra sociologi e psicologi, per carità legittima e utile, per cercare di individuarne le cause e captare la soluzione migliore di questo problema. In questi giorni tanti stanno studiano gli effetti delle restrizioni causate dalla pandemia in modo particolare nelle relazioni tra i più giovani, ma non solo tra essi.
È di questi ultimissimi giorni, il preoccupante ripetersi di azioni sconsiderate di bambini e ragazzi, suscitate da esempi errati ricevuti da Tik Tok o comunque dalla rete.
Di fronte a tutto questo, viene da porci una domanda: bulli o disperati i nostri ragazzi?
Perché abbiamo la netta sensazione che il problema non stia tanto in Tik Tok o piattaforme del genere che propinano ogni sorta di “esempio” per i ragazzi. Ma che il malessere dei nostri ragazzi venga da più lontano… venga da quella velata, ma non troppo, disperazione che si portano dentro e che frutto malato di una società che niente più di buono sa donare ai più giovani… che non sanno più ridere, non sanno più impegnarsi… sono sempre annoiati e stanchi… massacrati dalla routine quotidiana… che non sanno più cosa sia il sacrificio… tutto è dovuto e possibilmente senza sforzi eccessivi… che passano ore e ore ogni giorno incollati alla play station. Incapaci di relazionarsi!
Il problema non è Tik Tok, ma quanto stiamo con i ragazzi e cosa diamo loro.
