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Andrea Capobianco riceve il Premio “Giorgio Mazzanti”: quando educare significa cambiare il futuro

Consegnato ieri sera, giovedì 16 luglio, nell'ambito della IV edizione de La Settimana del Libro a Cerro al Volturno, il riconoscimento promosso dall'Associazione Culturale "don Milani" e dalla testata giornalistica QuintaPagina.eu è stato assegnato al commissario tecnico della Nazionale italiana femminile di basket. Un premio che va ben oltre i successi sportivi e riconosce una vita spesa per la crescita delle persone.

Ci sono premi che celebrano una carriera. E ce ne sono altri che raccontano un’idea di uomo.

Il Premio “Giorgio Mazzanti”, consegnato ieri sera ad Andrea Capobianco nella splendida cornice de La Settimana del Libro, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Non nasce per premiare il successo, ma la capacità di trasformare il proprio talento in un servizio, il proprio ruolo in una responsabilità, la propria autorevolezza in uno spazio di crescita per gli altri.

Per questo la scelta di Andrea Capobianco appare quasi naturale.

Commissario tecnico della Nazionale italiana femminile di basket, protagonista di una delle pagine più importanti della pallacanestro italiana degli ultimi anni, Capobianco è stato accolto a Cerro al Volturno non soltanto come allenatore, ma soprattutto come educatore. Perché è proprio questa la cifra che attraversa tutta la sua storia: la convinzione che ogni vittoria abbia senso soltanto se rende migliori le persone.

Luca Marino, dell'Associazione "don Milani", consegna il premio ad Andrea Capobianco

Le motivazioni del Premio sintetizzano con chiarezza questa visione: “Per aver fatto dello sport una scuola di vita e un cammino di speranza per le nuove generazioni. Per aver dimostrato, attraverso il proprio esempio, che guidare una squadra significa anzitutto accompagnare persone, educandole alla responsabilità, alla fiducia reciproca, al coraggio delle scelte e al valore della comunità. Per aver interpretato il successo non come affermazione individuale, ma come costruzione condivisa, offrendo ai giovani un modello di leadership capace di mettere sempre al centro la dignità della persona. La sua testimonianza incarna pienamente i valori del Nuovo Umanesimo e l’eredità culturale di Giorgio Mazzanti, ricordandoci che ogni autentico educatore lascia il mondo migliore di come lo ha trovato”.

Sono parole che raccontano perfettamente il significato più profondo di questo riconoscimento.

Promosso dall’Associazione Culturale “don Milani” e da QuintaPagina.eu, il Premio “Giorgio Mazzanti” è dedicato alla memoria dell’intellettuale che ha insegnato a generazioni di giovani che la cultura non serve a sentirsi superiori agli altri, ma a diventare più responsabili nei loro confronti. È questa l’eredità che il Premio custodisce, scegliendo ogni anno donne e uomini che, nei rispettivi ambiti, hanno saputo trasformare il proprio lavoro in una forma concreta di servizio.

Prima di Capobianco, l’albo d’oro aveva accolto il narratore ambulante Pierluigi Giorgio, il poeta Antonio Vanni e il giornalista e scrittore antimafia Paolo De Chiara. Percorsi profondamente diversi tra loro, uniti però dalla stessa convinzione: il talento trova il suo significato più autentico quando diventa dono.

L’incontro con Andrea Capobianco ha confermato questa intuizione.

Davanti a una sala attenta e partecipe, il commissario tecnico della Nazionale ha ripercorso la propria esperienza umana e professionale, raccontando il basket come luogo di relazioni, fiducia e crescita. Un dialogo intenso, fatto di ricordi, esperienze educative, successi sportivi e incontri che hanno segnato una vita. Le fotografie dei suoi anni nello scoutismo hanno restituito ai presenti il volto di un educatore che esisteva molto prima dei grandi risultati conquistati sulle panchine della Serie A e della Nazionale.

È proprio questo il messaggio che La Settimana del Libro continua a consegnare al suo pubblico: la cultura non appartiene soltanto ai libri. Vive nello sport quando forma persone, nella scuola quando accende domande, nel giornalismo quando cerca la verità, nell’arte quando restituisce dignità all’uomo.

In questo orizzonte, il Premio “Giorgio Mazzanti” rappresenta molto più di una cerimonia. È un gesto culturale. È la scelta di indicare alle nuove generazioni esempi credibili, donne e uomini che dimostrano come autorevolezza e umiltà possano convivere, come il successo possa diventare responsabilità e come la leadership trovi la sua espressione più alta nella capacità di prendersi cura degli altri.

Andrea Capobianco entra così nell’albo d’oro del Premio “Giorgio Mazzanti” non soltanto per ciò che ha vinto, ma per ciò che continua a seminare.

Perché le partite finiscono.

L’educazione, invece, continua a cambiare il mondo, una persona alla volta.