Dove l’infanzia smette di essere un diritto: Antonella Salvatore porta gli ultimi a La Settimana del Libro
Mercoledì 15 luglio, alle ore 19, il Palazzo Comunale di Cerro al Volturno ospiterà la giornalista e scrittrice molisana, autrice de Il bambino dagli occhi d'inchiostro, un viaggio tra Afghanistan e Repubblica Centrafricana attraverso gli occhi dei più piccoli.
Ci sono confini che non dividono soltanto gli Stati, ma anche le possibilità di nascere bambini. Da una parte del mondo l’infanzia è fatta di scuola, giochi e sogni. Dall’altra ha il rumore delle esplosioni, il peso della fame e la paura di essere rifiutati persino dalla propria famiglia. È da questo confine invisibile che prende avvio Il bambino dagli occhi d’inchiostro, il libro con cui Antonella Salvatore accompagnerà il pubblico della quarta edizione de La Settimana del Libro in un viaggio che attraversa l’Afghanistan e la Repubblica Centrafricana, uniti da una stessa ferita: quella inflitta ai più piccoli.
L’appuntamento è per stasera, mercoledì 15 luglio, alle ore 19, al Palazzo Comunale di Cerro al Volturno.
Nata a Campobasso e residente a Termoli, Antonella Salvatore è giornalista professionista dal 2015. Dopo le prime collaborazioni con emittenti televisive regionali e i quindici anni trascorsi nella redazione de Il Tempo, dal 2004 collabora con l’ANSA, raccontando con rigore e sensibilità vicende nazionali e internazionali. Negli ultimi anni ha seguito da vicino il lavoro della missionaria molisana suor Elvira Tutolo nella Repubblica Centrafricana e le storie di numerose famiglie afghane, trasformando l’ascolto e la testimonianza in un racconto capace di restituire volto e dignità a chi troppo spesso resta invisibile.
Il suo libro conduce il lettore tra Kabul e Herat, tra Berberati e Bangui, dove la guerra convive con la superstizione e la miseria. Ci sono i bambini accusati di essere sorcier, demoni, e per questo allontanati dalle loro stesse famiglie; ci sono i figli dei cercatori di diamanti, destinati a un futuro che sembra già scritto; ci sono intere generazioni alle quali è stato sottratto il diritto più semplice e più prezioso: quello di vivere l’infanzia.
Ma Il bambino dagli occhi d’inchiostro non è un catalogo dell’orrore. È, prima di tutto, un atto di responsabilità. Antonella Salvatore sceglie di raccontare senza spettacolarizzare il dolore, lasciando che siano i volti, gli sguardi e le storie a parlare. Ed è proprio in quegli occhi segnati dalla sofferenza che continua a brillare una speranza ostinata, capace di resistere anche quando tutto sembra perduto.
Con questo incontro, La Settimana del Libro conferma ancora una volta la propria vocazione: offrire libri che non si limitano a intrattenere, ma che interrogano le coscienze e invitano a guardare il mondo con occhi più attenti. Perché ogni bambino, ovunque sia nato, appartiene prima di tutto all’umanità.