A Isernia l’ombra del brigante e il riscatto della terra: il 21 agosto in vicolo Benedetto d’Isernia si discute di Ninco Nanco
Oltre il mito del bandito sanguinario e la retorica dell’eroe: il brigantaggio post-unitario come grande dramma sociale contadino che interpella la coscienza del Paese.
Una cicatrice sottile e profonda attraversa la storia dell’Italia unita: una frattura aperta che continua, a distanza di oltre un secolo e mezzo, a interrogare la coscienza civile del Paese. La storia del brigantaggio meridionale racconta una stagione segnata da conflitti violentissimi, incomprensioni strutturali e da una repressione spietata. Entro questo scenario cupo che spicca la figura di Giuseppe Nicola Summa, detto Ninco Nanco. Capo brigante lucano, braccio destro di Carmine Crocco, Ninco Nanco è stato consegnato dal tempo a una doppia lettura: spietato fuorilegge per la storiografia ufficiale dell’epoca, simbolo di riscatto e resistenza per la memoria popolare del Mezzogiorno.
All’atto di squarciare il velo della mitizzazione, emerge la necessità inderogabile di un’inchiesta storica rigorosa. Guardare a Ninco Nanco significa evitare ogni celebrazione del banditismo e rifiutare le semplificazioni apologetiche. Significa, piuttosto, assumere la sua figura come un osservatorio privilegiato su una rivolta di popolo: il brigantaggio quale grande, tragico fenomeno di ribellismo contadino, ben diverso dalla mera criminalità comune.
«Comprendere il brigante significa interrogarsi sul mondo che lo ha prodotto: le campagne affamate, la promessa mancata della terra, l’impatto d’urto con lo Stato unitario.»
All’indomani dell’Unità, le campagne meridionali trovarono la continuità dei soprusi dei poteri locali, la miseria cronica, la leva obbligatoria e una pressione fiscale percepita come aliena e devastante, ben lontana dalla prosperità o dalla giustizia sociale promessa. La “questione della terra” rimase una ferita aperta. La ribellione esplose dunque come un sussulto elementare, disperato e corale. La storia individuale di Ninco Nanco si intreccia indissolubilmente con quella di migliaia di uomini e donne che vissero sulla propria pelle la violenza delle trasformazioni statali, pagando con la vita o con il carcere l’illusione di una giustizia arcaica ma viscerale.

In questa direzione si muove l’indagine di Valentino Romano e Leonardo Zaccagnino nel volume Storie e leggende di Ninco Nanco, capo brigante lucano. Un lavoro documentario preciso che, attraverso le carte e le testimonianze orali, sottrae la figura del brigante allo stereotipo o alla demonizzazione per restituirla alla storia sociale del Mezzogiorno. Il contributo degli autori, unito alle analisi del professor Mario Garofalo, si inserisce in quell’impegno storiografico capace di riportare la popolazione rurale al centro della nascita dello Stato, mettendone a nudo i limiti, i punti ciechi e le contraddizioni.
L’analisi di questi documenti risponde a un preciso dovere civile, ben diverso da una sterile curiosità per il passato. Un Paese capace di guardare in faccia la complessità delle proprie radici, comprese quelle più dolorose, costruisce una memoria davvero condivisibile e consapevole. La vicenda di Ninco Nanco diventa così la lente attraverso cui analizzare il nodo irrisolto tra centro e periferia, tra legge formale e giustizia sociale sul campo.
L’apertura del dibattito all’esterno delle stanze chiuse, direttamente nelle piazze e tra la gente, rappresenta una scelta politica e culturale fondamentale. L’iniziativa promossa ad Isernia nell’ambito della rassegna curata da Emilio Izzo con il Cartello Cultura Preistoris ne costituisce la prova concreta. Radicare il confronto storiografico nelle piazze e nei vicoli del Mezzogiorno permette di togliere la storia agli archivi esclusivi e restituirla ai cittadini, trasformando la memoria in uno strumento di partecipazione e democrazia.
In ultima analisi, Ninco Nanco resta una figura chiave per ciò che la sua vicenda continua a denunciare: la protesta rimasta inascoltata di una società contadina travolta dagli eventi. Studiarla e capirla nel suo contesto reale costituisce la sola strada per fare chiarezza sul passato e affrontare con gli occhi aperti il futuro del Mezzogiorno.
Note sull’appuntamento culturale
- Evento: Presentazione del volume Storie e leggende di Ninco Nanco, capo brigante lucano di Valentino Romano e Leonardo Zaccagnino.
- Data e Luogo: 21 Agosto, ore 19:00 — Isernia, Vico Benedetto d’Isernia.
- Intervengono: Valentino Romano, Leonardo Zaccagnino e il Prof. Mario Garofalo., Emilio Izzo Cartello Cultura Preistoris.