RubricheLibri&Cinema Dalla Germania un progetto culturale nato dall’esperienza di una scrittrice molisana

“Das Buch, das nicht allein sein will”: il libro che viaggia per combattere la solitudine

Dalla Germania un progetto culturale ideato da Ida Ilenia Macera, scrittrice e creator originaria di Sesto Campano, in Molise. Un libro scritto in tedesco che viaggia da persona a persona per creare connessioni attraverso la letteratura

Ideato da una scrittrice originaria di Sesto Campano, “Das Buch, das nicht allein sein will” passa di mano in mano, raccoglie i pensieri dei lettori e, attraverso un QR code, disegna una mappa di incontri capace di unire persone, città e Paesi.

Che cosa accadrebbe se un libro, invece di essere riposto su uno scaffale dopo la lettura, potesse continuare il proprio viaggio, passando da una persona all’altra, attraversando città e Paesi e raccogliendo lungo il cammino i pensieri di chi lo incontra? È da questa domanda che nasce “Das Buch, das nicht allein sein will”, il progetto culturale ideato dalla scrittrice italiana Ida Ilenia Macera, originaria di Sesto Campano, in Molise, e oggi residente in Germania.

Il titolo, che in italiano significa “Il libro che non vuole stare da solo”, racchiude già il senso più profondo dell’iniziativa. Il volume non è stato pensato come un oggetto da acquistare, leggere e conservare gelosamente nella propria libreria, ma come una storia destinata a circolare, a cambiare mani e luoghi, creando legami tra persone che, con ogni probabilità, non si incontreranno mai. Il libro appartiene per un tempo limitato a chi lo trova, ma proprio per questo finisce per appartenere idealmente a tutti coloro che partecipano al suo viaggio.

Il funzionamento del progetto è semplice, ma tutt’altro che banale. Chi riceve il volume può leggerlo, lasciare sulle sue pagine un pensiero, una riflessione o una frase personale e poi affidarlo a un’altra persona, permettendogli di riprendere il cammino. Ogni lettore aggiunge così una traccia alla storia originaria, che rimane intatta ma si arricchisce progressivamente delle parole, delle emozioni e delle esperienze di coloro che hanno incontrato il libro.

Chi lo riceve dopo altri lettori non entra quindi in contatto soltanto con l’opera dell’autrice, ma anche con le testimonianze lasciate da persone sconosciute. Le pagine diventano uno spazio condiviso nel quale la lettura cessa di essere un’esperienza esclusivamente individuale e si trasforma in partecipazione. Il libro finisce per assomigliare a un diario collettivo che nessuno possiede completamente, ma al quale ciascuno può consegnare una piccola parte di sé.

A rendere visibile questo viaggio contribuisce un QR code inserito all’interno del volume. Chi trova il libro può scansionarlo e comunicare il luogo in cui si trova in quel momento. Ida Ilenia Macera raccoglie personalmente le segnalazioni e aggiorna una mappa digitale sulla quale vengono registrate le diverse tappe raggiunte. In questo modo il percorso non rimane affidato soltanto alla memoria o all’immaginazione, ma assume una forma concreta: città, stazioni, strade, biblioteche e luoghi della vita quotidiana diventano punti di una geografia umana che continua ad allargarsi.

Il QR code non è dunque un semplice elemento tecnologico, ma il collegamento tra la materialità del libro e la comunità che progressivamente si forma attorno ad esso. Permette a ogni partecipante di lasciare una traccia del proprio passaggio e, allo stesso tempo, di sapere che il volume ha continuato il viaggio. La dimensione digitale accompagna quella reale senza sostituirla, mettendosi al servizio di un’esperienza fatta di pagine, mani, spostamenti e incontri.

Alla base di “Das Buch, das nicht allein sein will” c’è una riflessione sulla solitudine, condizione che può riguardare persone di ogni età e provenienza. Esiste la solitudine di chi arriva in un Paese straniero ed è costretto a ricominciare da capo, confrontandosi con una lingua diversa, abitudini sconosciute e punti di riferimento ancora da costruire. Esiste quella di chi cambia città, perde una relazione importante o si sente distante dagli altri pur vivendo in mezzo a molte persone. Esiste, infine, una solitudine più silenziosa, difficile da raccontare, che spesso rimane nascosta dietro la normalità delle giornate.

L’esperienza personale dell’autrice in Germania ha avuto un ruolo determinante nella nascita del progetto. Trasferirsi in un altro Paese ha significato per lei misurarsi con una realtà nuova e con la necessità di costruire gradualmente un diverso senso di appartenenza. La lingua tedesca, inizialmente legata alle difficoltà dell’adattamento, è diventata nel tempo uno strumento creativo e una possibilità di incontro. Non sorprende, dunque, che il libro sia stato scritto proprio in tedesco: la lingua del Paese di arrivo si è trasformata nel mezzo attraverso il quale raccontare un’esperienza che, pur partendo da una vicenda personale, assume un significato universale.

Il progetto non pretende di offrire una soluzione alla solitudine, né propone risposte facili a una condizione tanto complessa. Suggerisce, però, che anche un gesto apparentemente piccolo può aprire uno spazio di vicinanza. Una frase scritta su una pagina, un libro lasciato a disposizione di qualcun altro o il pensiero che quelle stesse parole raggiungeranno una persona lontana possono interrompere, almeno per un momento, la sensazione di essere completamente soli.

Ida Ilenia Macera porta da tempo nella sua scrittura temi legati all’identità, alla memoria, all’anima e al rapporto tra l’individuo e il mondo. Nel suo percorso letterario figurano opere come “22 – Il Risveglio dell’Anima”, “Tra Luci ed Ombre”, “Fragmente der Seele”, “Vakuum – Das Wörterbuch der Unbehausten” e “Das Manifest des Protokollismus”. Titoli diversi, uniti dalla ricerca di un linguaggio capace di attraversare le zone più profonde e talvolta irrisolte dell’esperienza umana.

Accanto alla scrittura, l’autrice è attiva anche sui social network, dove condivide contenuti legati alla letteratura, alla creatività, alla propria esperienza personale e ai progetti che porta avanti. Su TikTok è conosciuta come “Le Parole di Legno”, mentre su Instagram è presente con il profilo “Lenus89”. La comunità costruita online accompagna il suo percorso, ma il cuore di questa nuova iniziativa rimane volutamente concreto: un libro reale, affidato alla responsabilità delle persone, che può perdersi, fermarsi oppure ripartire grazie alla scelta di chi decide di rimetterlo in viaggio.

In questa storia c’è anche il legame mai reciso con Sesto Campano e con il Molise. Per Ida Ilenia Macera vedere il nome del proprio paese e della propria regione comparire in articoli e racconti pubblicati in Germania rappresenta molto più di una soddisfazione personale. È il segno che si può vivere lontano senza cancellare le proprie origini e che anche da un piccolo centro può nascere un’idea capace di attraversare i confini geografici e linguistici.

Il progetto diventa così un ponte tra due realtà: da una parte il Molise, con le radici, la memoria e il paesaggio umano da cui l’autrice proviene; dall’altra la Germania, luogo della vita presente, della maturazione personale e della scrittura in una nuova lingua. Le due appartenenze non si escludono, ma convivono nel libro e nel suo itinerario. La partenza non coincide necessariamente con una separazione definitiva e l’arrivo in un Paese nuovo non obbliga a rinunciare a ciò che si è stati.

L’iniziativa ha progressivamente suscitato interesse sia in Germania sia in Italia ed è stata raccontata da numerose testate, tra cui Südkurier, Schwäbische Zeitung, Kultur Express, Il Mitte, Berlino Magazine, Corriere d’Italia, AISE, Termoli Online, Italofonia, 9colonne, Primo Piano Molise, Il Portale Quotidiano, Il Nuovo Molise e Caserta Sera, oltre ad aver ricevuto l’attenzione di Radio Luna. La presenza sulla stampa tedesca ha consentito a un’idea maturata nell’esperienza personale dell’autrice di entrare nel dibattito culturale del Paese in cui oggi vive, mentre l’interesse raccolto in Italia ha mantenuto vivo il collegamento con la terra d’origine.

Il valore di “Das Buch, das nicht allein sein will” risiede soprattutto nella capacità di costruire una storia collettiva attraverso gesti semplici. Trovare un libro, leggerlo, lasciare una frase, comunicare la propria posizione e consegnarlo a qualcun altro sono azioni minime che, unite, danno vita a un racconto più grande. Ogni lettore diventa parte del progetto senza conoscere chi lo ha preceduto e senza sapere chi verrà dopo di lui. Eppure proprio questa distanza rende il legame ancora più suggestivo: le parole affidate alle pagine possono attraversare il tempo e raggiungere persone lontane, dimostrando che la lettura è ancora capace di generare relazioni fuori dai consueti circuiti digitali.

Il libro non è stato concepito per concludere il proprio percorso con l’ultima pagina. La sua storia comincia veramente quando qualcuno decide di non trattenerlo e di affidarlo a un nuovo lettore. Potrà viaggiare nella stessa città o raggiungere un altro Paese, fermarsi per settimane su un comodino oppure ripartire subito dentro uno zaino o su un treno. Nessuno può prevedere con precisione quale strada seguirà, ed è forse proprio questa incertezza a renderlo vivo.

Nato da una riflessione sulla solitudine, il progetto di Ida Ilenia Macera si trasforma così in un invito alla connessione. Un libro scritto in tedesco da una scrittrice molisana diventa un’opera in movimento, capace di unire luoghi, lingue e persone. Il suo messaggio non ha bisogno di formule solenni: ogni storia può continuare a vivere altrove, purché incontri qualcuno disposto ad accoglierla, ad aggiungere una parola e, soprattutto, a lasciarla nuovamente partire.