Capri-Napoli, il Team Marche conquista la leggenda
Miglior staffetta assoluta nella maratona natatoria più antica del mondo. Il pronostico del Coach Michele Cattani si trasforma in realtà: «È probabilmente la formazione più forte di sempre». In acqua Lorenzo Lentinello, Alessandro Mari, Marco Marzocchi, Christofer Lauriola e Yuri Ragaini firmano un'impresa destinata a entrare nella storia del nuoto marchigiano.
Certe vittorie nascono il giorno della gara. Altre, invece, molto prima. Nascono da anni di allenamenti, dalla capacità di costruire un gruppo, di riconoscere il talento e di convincere giovani atleti che anche un sogno apparentemente irraggiungibile può diventare realtà.
Quando, alla vigilia della Capri-Napoli, il Coach Michele Cattani aveva confidato: «È probabilmente la formazione più forte di sempre», non era una frase dettata dall’entusiasmo. Era la convinzione di chi conosce ogni atleta, ogni allenamento, ogni dettaglio. Era la consapevolezza di chi aveva preparato quella sfida con rigore e lucidità, di chi ha costruito quella squadra giorno dopo giorno, di chi conosce l’acqua ed è figlio del mare.
E il mare gli ha dato ragione.

Il Team Marche ha conquistato il titolo di miglior staffetta assoluta della Capri-Napoli 2026, imponendosi nella competizione più prestigiosa e iconica del nuoto di fondo internazionale. Trentasei chilometri di mare aperto, correnti imprevedibili, vento, fatica estrema e una sola certezza: per arrivare davanti a tutti servono qualità tecniche, organizzazione, sangue freddo e spirito di squadra.
È proprio questo che hanno dimostrato Lorenzo Lentinello, Alessandro Mari, Marco Marzocchi, Cristian Lauriola e Yuri Ragaini, protagonisti di una prova semplicemente straordinaria, in quasi otto ore di gara. Cinque atleti che hanno nuotato come un unico corpo, interpretando alla perfezione una gara nella quale ogni cambio, ogni traiettoria e ogni scelta tattica possono fare la differenza.
Dietro quella vittoria c’è la mano del Coach Michele Cattani.
Non soltanto l’allenatore che ha guidato il Team Marche in acqua, ma il tecnico che nel 2016 ebbe l’intuizione di portare questa sfida nelle Marche, quando la Capri-Napoli sembrava un traguardo riservato ad altre realtà. Da allora ha costruito un percorso fatto di studio, competenza e risultati, fino a trasformare una scommessa in una delle realtà più solide del nuoto di fondo italiano.
La traversata di quest’anno è stata il manifesto della sua filosofia.
Ogni dettaglio era stato pianificato nei giorni precedenti, studiando venti, correnti e maree. Ma il mare, come ama ripetere lo stesso Cattani, non segue mai uno spartito prestabilito. Così la strategia è cambiata chilometro dopo chilometro.
«La gara l’avevamo preparata sulla carta, ma la realtà è sempre diversa», ci racconta il coach. «All’inizio il mare era perfetto: acqua piatta, niente corrente e nessuna onda. Ho chiesto ai primi due frazionisti di forzare subito il ritmo perché era il momento giusto per costruire il vantaggio. Poi il vento trasversale ha cambiato tutto e siamo stati costretti ad adattarci».

È stato proprio in quel momento che è emersa l’esperienza del tecnico marchigiano. Quando il mare ha iniziato a rallentare la progressione della squadra, Cattani ha modificato completamente la gestione dei cambi, riducendo progressivamente la durata delle frazioni: dai trenta minuti iniziali a quindici, fino ai dieci minuti finali.
«Volevo atleti sempre freschi, capaci di mantenere un’intensità elevata. È stata una scelta impegnativa, ma ci ha permesso di aumentare continuamente il ritmo».
La mossa si è rivelata decisiva. Il vantaggio, inizialmente limitato a poche centinaia di metri, è cresciuto fino a diventare un distacco di quasi un chilometro sugli inseguitori.
Ma il capolavoro è stato soprattutto nella rotta.
Mentre molte squadre cercavano di sfruttare le correnti seguendo traiettorie più ampie, il Team Marche ha scelto una linea più diretta. Una decisione coraggiosa che ha consentito di risparmiare metri preziosi e di mantenere una navigazione estremamente pulita. A un certo punto sono state le altre imbarcazioni a prendere come riferimento proprio la rotta indicata dal Team Marche.
Eppure Cattani continua a rifuggire ogni forma di protagonismo. Quando gli abbiamo chiesto come si sentisse e quanto orgoglioso fosse del suo lavoro: «Non mi sono mai piaciute le autocelebrazioni, ci ha detto, preferisco che siano i risultati a parlare. Il merito è dei ragazzi. Io posso studiare la gara, ma poi sono loro che devono affrontare il mare».
Parole che raccontano molto del suo modo di vivere lo sport.
Tra quei ragazzi c’è anche Alessandro Mari, studente dell’Istituto di Istruzione Superiore Savoia Benincasa di Ancona, testimonianza concreta di come scuola e sport possano crescere insieme, formando giovani capaci di affrontare con coraggio le sfide più impegnative.
Le immagini dell’arrivo raccontano volti stanchi ma radiosi. Medaglie al collo, sorrisi sinceri e l’abbraccio di una squadra che sa di aver scritto una pagina importante della propria storia.
Perché la Capri-Napoli non si vince soltanto con la forza delle braccia.
Si conquista con il lavoro quotidiano, con il coraggio di cambiare strategia quando il mare lo impone, con la fiducia reciproca tra allenatore e atleti e con quella capacità, rara, di trasformare una gara estenuante in un’opera di intelligenza sportiva.
Il Team Marche è salito sul gradino più alto della competizione più prestigiosa del nuoto di fondo.
E con lui sale il nome del Coach Michele Cattani, che ancora una volta ha dimostrato come le grandi imprese nascano sempre da una visione, da una preparazione meticolosa e dalla capacità di leggere il mare prima degli altri.