Andrea Capobianco, quando il vero allenamento è imparare a diventare persone
Il Commissario Tecnico della Nazionale italiana femminile di basket sarà lo Special Guest della quarta edizione della Settimana del Libro. A Cerro al Volturno porterà molto più di una storia sportiva: il racconto di un'idea di educazione capace di cambiare le persone.
Ci sono incontri che, a guardarli da lontano, sembrano insoliti. Un commissario tecnico della Nazionale italiana femminile di basket ospite di una manifestazione dedicata ai libri potrebbe apparire una scelta fuori dagli schemi. E invece è proprio qui che si nasconde il senso più autentico della Settimana del Libro.
Perché i libri non parlano soltanto di letteratura. Parlano di vite, di incontri, di responsabilità, di scelte. Parlano di tutto ciò che contribuisce a formare una persona. Ed è esattamente questo il terreno sul quale Andrea Capobianco ha costruito la propria esistenza.
Special Guest dell’edizione 2026 della manifestazione, Capobianco arriverà a Cerro al Volturno non per raccontare schemi, tattiche o medaglie, ma un percorso umano che ha fatto dell’educazione il filo conduttore di ogni esperienza.
«Io Andrea l’ho conosciuto molto prima che diventasse il commissario tecnico della Nazionale», racconta Paolo Scarabeo, direttore artistico della manifestazione. «È stato il mio capo scout e ci conosciamo praticamente da tutta la vita. Le persone non andrebbero mai raccontate soltanto attraverso il ruolo che ricoprono.»
È una chiave di lettura che cambia completamente prospettiva. Perché i risultati ottenuti da Capobianco sono sotto gli occhi di tutti e raccontano una carriera di altissimo livello. Ma ciò che lo rende davvero speciale è la sua capacità di educare.
«Ho voluto invitare soprattutto l’educatore», continua Scarabeo. «Ho visto Andrea accompagnare i ragazzi quando nessuno immaginava quello che sarebbe diventato. Ho imparato da lui che guidare un gruppo significa anzitutto aiutare ogni persona a scoprire il meglio di sé. È una lezione che va ben oltre il basket.»
È probabilmente questa la ragione più profonda della sua presenza alla Settimana del Libro. In un tempo in cui il successo viene spesso misurato soltanto attraverso i risultati, Andrea Capobianco ricorda che ogni vittoria nasce prima di tutto dalla costruzione della persona.
Il suo sarà un dialogo aperto sul valore della responsabilità, della fiducia, del lavoro condiviso e della capacità di riconoscere il talento degli altri prima ancora del proprio. Parole che appartengono allo sport, ma che trovano nei libri la loro naturale prosecuzione, perché ogni pagina letta e ogni esperienza vissuta contribuiscono a formare uomini e donne capaci di abitare il mondo con maggiore consapevolezza.
La Settimana del Libro continua così a confermare la propria identità: non un semplice calendario di presentazioni, ma uno spazio in cui linguaggi diversi si incontrano per raccontare un’unica grande storia, quella della crescita umana.
Per questo la presenza di Andrea Capobianco non rappresenta un’eccezione. È, al contrario, una delle espressioni più autentiche dello spirito della manifestazione. Perché esistono allenatori che insegnano a vincere le partite e altri che, prima ancora, insegnano a vincere la sfida più importante: diventare la migliore versione di sé stessi.
Giovedi 16 luglio, a Cerro al Volturno, il pubblico incontrerà il commissario tecnico della Nazionale. Ma, soprattutto, avrà l’occasione di conoscere un educatore che da sempre crede che ogni squadra, prima ancora di essere un gruppo di atleti, sia una comunità di persone.