Rubriche › Cultura&Società ISERNIA | I VENERDI DI CASA MAGNASTORIA

Da Itaca a Isernia, la cultura secondo Franco Avicolli

Il 30 ottobre a Casa Magnastoria il secondo appuntamento dei “Venerdì di PreIStoris”. Una conversazione tra letteratura e pittura, con un passaggio dedicato alla Scuola d’Arte “Giuseppe Manuppella”.

Il primo incontro è durato più del previsto. Federico Marazzi aveva parlato della storia degli scavi di San Vincenzo al Volturno, ma alcuni dei presenti avevano ancora domande e poca voglia di andare via. La conversazione è proseguita, con soddisfazione degli organizzatori di PreIStoris. Nella sede rinnovata di Casa Magnastoria, la rassegna del venerdì ha cominciato così: con un argomento capace di trattenere il pubblico anche dopo la conclusione della conferenza.

Ora si passa dall’archeologia a una materia sulla quale ciascuno ritiene, almeno un poco, di avere qualcosa da dire: la cultura. Franco Avicolli ne parlerà venerdì 30 ottobre, alle 17:30, sotto un titolo che contiene già una precisa indicazione di lavoro, “La cultura è messaggio. Riflessioni”. Il calendario completo dei “Venerdì di PreIStoris”, concepiti come appuntamento settimanale, sarà divulgato prossimamente. Intanto, questo secondo incontro promette una discussione che interessa anche chi, abitualmente, delle iniziative culturali legge soltanto il programma.

Avicolli partirà da Itaca di Kavafis. Una poesia molto citata, talvolta fino a dimenticare quanto sia esigente il viaggio che suggerisce. Nel suo intervento servirà a introdurre la distinzione fra viandante e viaggiatore e, attraverso questa, una domanda sul desiderio. Da dove viene la disposizione a cercare? Che cosa ci spinge verso un’esperienza della quale ancora ignoriamo il valore?

La conferenza seguirà uno schema, senza affidarsi a un testo già scritto. Al viaggio si affiancheranno la solitudine, con García Márquez e Octavio Paz, e la noia, attraverso Dobroljubov. Avicolli li accosterà per ragionare sulla differenza fra un fenomeno e la sua natura, cercando nelle opere gli strumenti per comprenderla. Il desiderio sarà uno dei punti sui quali tornerà il discorso, con le sue origini e le conseguenze che può avere nel rapporto con la conoscenza.

La biografia del relatore aiuta a capire la varietà dei riferimenti. Avicolli ha lavorato all’Università statale di Venezia, organizzato mostre internazionali, insegnato nelle università di Cuba, Argentina e Messico. Ha scritto saggi e cataloghi, tradotto, collaborato con Il Sole 24 Ore e America Latina, fondato e diretto riviste. C’è anche la poesia, in un’attività che lo ha portato a misurarsi con le difficoltà del dare forma a un pensiero e del farlo arrivare a qualcuno.

Della costruzione di un messaggio parlerà attraverso Bronzino, soffermandosi sull’opera che riunisce Venere, Eros e il Tempo. La pittura entrerà dunque nella conversazione con una funzione precisa: mostrare come un significato possa essere composto, affidato alle immagini, sottoposto all’interpretazione di chi guarda. Un passaggio utile per avvicinarsi alla questione annunciata da Avicolli, quella del rapporto fra cultura e attività culturale.

La distinzione merita attenzione, soprattutto in una stagione nella quale la vita culturale di una città viene spesso raccontata attraverso il numero delle manifestazioni. Si contano gli incontri, le mostre, le presenze; più difficile è capire che cosa producano nel tempo. Una conferenza può lasciare una curiosità destinata a durare, una lettura può modificare un giudizio. Sono effetti che sfuggono al resoconto della serata e che riguardano da vicino il lavoro delle associazioni, delle biblioteche e delle scuole.

Su quest’ultimo terreno Avicolli porterà un esempio isernino: la Scuola d’Arte “Giuseppe Manuppella”. Il riferimento accompagnerà la parte conclusiva dell’intervento, dedicata al “Diventa te stesso” e al rapporto fra cultura, identità e appartenenza. La storia di una scuola consente di affrontare questi argomenti da una prospettiva concreta. Vi sono gli insegnamenti ricevuti, le capacità scoperte, il rapporto con i maestri; vi è ciò che ciascuno porta con sé, anche molto tempo dopo aver lasciato le aule. Studiare il significato della Manuppella vuol dire interrogarsi anche su questa eredità e sul posto che occupa nella memoria cittadina.

È il passaggio più vicino alla vita del pubblico e forse quello dal quale potranno nascere altre domande. PreIStoris gli dedica spazio dentro una rassegna che punta sulla continuità degli appuntamenti del venerdì. Dopo Marazzi, Avicolli; in attesa di conoscere il resto del programma, a Casa Magnastoria si discuterà di cultura partendo dai libri e dai quadri, per arrivare a una scuola di Isernia. L’appuntamento è per il 30 ottobre alle 17:30.