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Il racconto dell’antico Sannio inaugura il Museo Nazionale del Molise

"Antico Sannio fra archeologia e paesaggio", diretto da Pierluigi Giorgio e William Mussini, è stato richiesto dalla Direzione regionale Musei Nazionali del Molise per l'inaugurazione del nuovo Museo Nazionale, in programma il 9 luglio a Campobasso. Un'opera che intreccia archeologia, paesaggio e identità per restituire voce alle radici più profonde della regione.

Il prossimo 9 luglio, alle ore 17, sarà il documentario “Antico Sannio fra archeologia e paesaggio” ad accompagnare l’inaugurazione del Museo Nazionale del Molise, il nuovo spazio espositivo che aprirà le sue porte a Campobasso. Non si tratta di una semplice proiezione inserita nel programma della cerimonia inaugurale, ma di un’opera espressamente richiesta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dalla Direzione regionale Musei Nazionali del Molise per celebrare un appuntamento destinato a segnare una tappa significativa nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della regione.

Il documentario è diretto da Pierluigi Giorgio e William Mussini. Giorgio è autore del testo e voce narrante, mentre William Mussini firma anche la post-produzione. Le riprese con drone sono di Roberto Faccenda e la direzione di produzione è affidata a Francesco Vitale per Incas Cinematografica. Un lavoro corale che mette insieme competenze cinematografiche, ricerca storica e valorizzazione del patrimonio culturale molisano.

Più che ricostruire la storia del Sannio, il documentario ne raccoglie le tracce e le restituisce allo spettatore attraverso un linguaggio che mette in dialogo archeologia, paesaggio e memoria. È un racconto che attraversa millenni di storia seguendo il filo delle grandi vie tratturali, dei santuari, delle fortificazioni sannitiche e dei luoghi nei quali affondano le radici più profonde dell’identità molisana.

Il testo di Pierluigi Giorgio coniuga il rigore della ricerca storica con una scrittura capace di evocare atmosfere e domande. L’alba che illumina il paesaggio molisano diventa il punto di partenza di un itinerario che conduce alle prime comunità, al rapporto dell’uomo con la natura, all’età del bronzo, al mito del Ver Sacrum, fino alla civiltà dei Sanniti e alla straordinaria rete dei tratturi, autentiche arterie che per secoli hanno collegato l’Appennino all’Adriatico.

Ma il documentario non si limita a raccontare il passato. Interroga il presente. Si chiede quanta parte della storia del Molise sia ancora nascosta sotto la terra e quanto resti ancora da riportare alla luce perché un popolo possa riconoscersi pienamente nelle proprie origini. «Come ridare voce alle pietre tra le pietre?» è una delle domande che attraversano l’opera, trasformando la ricerca archeologica in una riflessione sull’identità e sulla memoria collettiva.

L’idea del documentario è nata quasi per caso, durante una delle escursioni di CamminarNarrando, dall’incontro tra Pierluigi Giorgio e Davide Delfino, oggi direttore regionale dei Musei Nazionali del Molise. «Mi disse che si sarebbe fatto vivo, ed è stato di parola», racconta Giorgio, ricordando come da quel dialogo sia nata la richiesta di realizzare un’opera capace di raccontare il Sannio con uno sguardo personale, nel quale ricerca storica, paesaggio e sensibilità narrativa trovano un naturale punto d’incontro.

«La collaborazione con e fra professionisti porta sempre a risultati più che soddisfacenti; e non parlo solo di lavoro, che dovrebbe essere la comune prassi, ma anche di appagamento dell’anima», afferma l’autore. È anche per questo che ha voluto condividere il progetto con William Mussini, Roberto Faccenda e Francesco Vitale, professionisti con i quali esiste un rapporto di stima e collaborazione consolidato. Il documentario, racconta ancora Giorgio, gli ha consentito di tornare a confrontarsi con ciò che più ama: «la mia terra e la sua antica storia, i tratturi, i Sanniti, i paesi, la gente che resta, nonostante tutto, umile, discreta e tenace».

La Direzione regionale Musei Nazionali del Molise, guidata da Davide Delfino, insieme al direttore del Parco Archeologico di Sepino, Enrico Rinaldi, ha voluto quest’opera come momento inaugurale del nuovo museo, riconoscendone il valore scientifico, divulgativo e culturale.

Il documentario non accompagnerà soltanto la cerimonia inaugurale del 9 luglio. Entrerà a far parte stabilmente del percorso di visita del Museo Nazionale del Molise, dove sarà proposto anche in una versione accessibile alle persone non udenti. Un modo per accogliere il visitatore prima ancora dell’incontro con i reperti, accompagnandolo dentro una storia che, dopo millenni, continua ancora a parlare.