Variante alla Statale 85, il Comune chiede modifiche al progetto ANAS: «Quattro corsie subito e meno viadotti»
Presentate le osservazioni al progetto di collegamento con l'autostrada A1 attraverso il nuovo casello di Mignano. L'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale dell'opera e trasformare la nuova infrastruttura in un'opportunità di sviluppo per il territorio.
Il Comune rilancia la proposta di un tracciato a raso, meno costoso e meno invasivo, e chiede di superare l'ipotesi delle due corsie con ampliamento futuro. Sul tavolo anche la possibilità di creare un asse commerciale e produttivo lungo la nuova arteria.
Il Comune di Venafro interviene sul progetto di fattibilità tecnico-economica presentato da ANAS per la realizzazione del collegamento tra la Statale 85 VAR e l’autostrada A1, attraverso il nuovo casello di Mignano. L’amministrazione comunale ha formalizzato una serie di osservazioni che, pur confermando il sostegno alla realizzazione dell’infrastruttura, chiedono una revisione significativa delle soluzioni progettuali individuate.
La necessità di una variante esterna alla Statale 85, capace di sottrarre una parte consistente del traffico di attraversamento al centro urbano di Venafro, rappresenta da anni una delle principali questioni legate alla viabilità cittadina. Un intervento considerato strategico non soltanto per migliorare la circolazione, ma anche per ridurre le emissioni inquinanti e restituire maggiore vivibilità alla città.
L’attuale proposta di ANAS riporta al centro del confronto un’opera sulla quale si discute da oltre tredici anni. Già durante l’amministrazione Sorbo era stato ripreso il progetto della cosiddetta bretella di Ceppagna, approvato nel 2014 e, secondo quanto ricordato nelle osservazioni, già dotato dei pareri necessari, con costi inferiori e un impatto sul territorio ritenuto accettabile. Nonostante le successive richieste di procedere con quella soluzione, il progetto non ha trovato seguito.
La novità più rilevante dell’attuale percorso è rappresentata dalla disponibilità delle risorse economiche necessarie alla realizzazione dell’infrastruttura. Un elemento giudicato positivamente, perché consente finalmente di ragionare su un intervento concretamente finanziato e non più soltanto ipotizzato.
Le perplessità riguardano invece le caratteristiche del nuovo tracciato. La prima richiesta avanzata dal Comune è quella di ridurre il ricorso ai viadotti e alle strutture sopraelevate, privilegiando, dove tecnicamente possibile, una strada a raso. Una soluzione che, secondo l’amministrazione, permetterebbe di contenere l’impatto paesaggistico e ambientale dell’opera, riducendone anche i costi di realizzazione.
La scelta del tracciato viene collegata anche alle prospettive economiche della città. Una strada meno sopraelevata potrebbe infatti consentire, in futuro, la realizzazione di un asse attrezzato lungo il nuovo collegamento, destinato ad accogliere attività commerciali e produttive. L’obiettivo sarebbe quello di accompagnare la trasformazione della viabilità con nuove opportunità economiche, compensando almeno in parte le possibili ricadute negative sulle attività del centro urbano, che potrebbero risentire della diminuzione del traffico di attraversamento.
L’altra richiesta riguarda la dimensione dell’infrastruttura. Il progetto ANAS prevede attualmente una strada a due corsie, predisposta per un eventuale ampliamento a quattro. Il Comune ritiene invece necessario realizzare fin dall’inizio una carreggiata a quattro corsie, evitando di rinviare a un momento successivo un potenziamento considerato essenziale per le esigenze del territorio.
La proposta nasce dalla convinzione che il nuovo collegamento debba essere progettato tenendo conto non soltanto degli attuali flussi di traffico, ma anche delle prospettive di sviluppo dell’area venafrana e della funzione strategica che la strada assumerà nel collegamento con l’autostrada A1. Secondo l’amministrazione, i risparmi derivanti da un tracciato con meno viadotti potrebbero contribuire a finanziare direttamente la realizzazione delle quattro corsie.
Si tratta, naturalmente, di un’ipotesi che richiederà verifiche tecniche ed economiche, anche per valutare la compatibilità delle modifiche richieste con le caratteristiche del territorio e con le risorse disponibili. Il Comune chiede ora l’apertura di un confronto tecnico-istituzionale con ANAS e gli altri soggetti coinvolti, nella convinzione che la fase iniziale del procedimento lasci ancora margini per intervenire sulle scelte progettuali.
La questione, dunque, non riguarda più soltanto la necessità di realizzare una variante capace di liberare Venafro dal traffico di attraversamento, ma anche il modello di infrastruttura che si intende consegnare al territorio. Una scelta destinata a incidere per decenni sulla mobilità, sull’assetto urbanistico e sulle possibilità di sviluppo economico dell’intera area.